A tutti capita di sognare, si sogna l’auto nuova, un nuovo lavoro, si sogna una spiaggia caraibica, il figlio sistemato con moglie figli e un buon lavoro, si sogna una vecchiaia serena, si sogna quella baita in montagna.
Sognare aiuta la mente ad estraniarsi, a dimenticare per qualche attimo le preoccupazioni quotidiane. E’ il modo che usa la mente per evadere, ma è anche il modo in cui la mente progetta il futuro. Perchè alcuni sogni sono irrealizzabili, ma altri no, sono a portata di mano più o meno.
E qui comincia la fregatura. Finchè si sognano i poteri di Harry Potter si sa che è pura fantasia, ma se sogno una cosa che si può fare e poi non la faccio lì diventa un problema. Perchè il sogno non svanisce, resta lì e gira gira gira. In alcuni casi può diventare un’ossessione.
Insomma sognare fa male. La letteratura è piena di sogni a partire da quel “Sogno di una notte di mezza estate” del caro Guglielmo Shackspeare fino a quell’Alice che sogna gatti parlanti e conigli frettolosi. La letteratura ci dà l’idea del sogno aulico, nobile, l’eroe che sogna il padre, la madre, il fratello passati a miglior vita, la moglie che sogna il marito lontano, tutto molto nobile.
Nobile un cazzo, passatemi il francesismo.
La realtà è diversa dalla letteratura. Perchè passato il sogno si torna alla realtà e ci si sente frustrati. Ti viene una rabbia che non ti dico. Del resto la mania di avere sempre in mano cellulari, tablet e computer che cos’è se non una fuga dalla realtà? Sono i moderni fabbricatori di sogni, servono a distrarti, a farti dimenticare che il sugo sul fornello si sta bruciando.
Eppure c’è bisogno del sogno, ne abbiamo un bisogno fisiologico, senza il sogno la nostra vita sarebbe più difficile, questo però non lo rende meno bastardo.
