Sia (nome di fantasia) è una mia amica, ho già parlato di lei in un mio articolo precedente. Da quando in Iran sono iniziati i disordini e internet è stata interrotta non so più niente di lei. Adesso è arrivata anche la guerra.
Sognava di trasferirsi qui in Europa, voleva andare in Germania, ma poi il padre si è ammalato per morire qualche mese dopo e lei è rimasta accanto alla madre rimasta sola. Quando mi ha raccontato il suo sogno una sua domanda mi ha colpito “Posso tagliarmi i capelli?”. Perchè nell’Iran del regime le donne non sono neppure libere di andare dal parrucchiere.
E’ medico, parla due o tre lingue compreso l’italiano, appartiene in un certo senso all’intellighenzia iraniana, nonostante sia donna. Rispetto ad altre è sicuramente più emancipata e più libera, ha viaggiato, ha avuto storie con uomini occidentali, non è la classica donna sottomessa e questo però in una recrudescenza del regime la può esporre a maggiori pericoli.
Sono preoccupato per lei, continuo a mandarle messaggi che restano silenti, un silenzio che spezza il cuore e non fa respirare. Non abbiamo mai parlato di politica, parlavamo di noi stessi, dei nostri sogni, dei nostri problemi nella vita quotidiana, lei mi faceva conoscere il suo paese dalla storia millenaria e di cui non conoscevo niente a parte ciò che ci insegnano sui libri di scuola.
Mi chiedeva consigli sul simbolo medico da apporre nel suo studio, se le stava meglio una collana oppure un’altra, cose innocue perchè parlare di ciò che accadeva in Iran l’avrebbe esposta mettendola in pericolo, ma a me bastava, l’importante era sapere che stava bene.
Le sono stato vicino quando la sua ultima storia è finita, anche se lontani le ho offerto la mia spalla per piangere, per sfogarsi, per aiutarla a superare il momento. E’ la vita, tutti ci passiamo, l’amore è fatto così, ti porta in alto e poi ti fa cadere.
Adesso guardo la televisione e il mio pensiero va a lei, perchè in definitiva di cosa accade ai palazzi del potere non mi importa, mi importa di lei, una persona qualunque, una persona che non si è mai arresa e che ha lottato in una società non facile per le donne. Perchè lei, anche se non è importante, è un esempio anche per le nostre di donne che vivono in una società libera ma che non sempre sono libere.
Nella foto Sia senza volto, per non farla riconoscere e metterla in pericolo. Questo significa vivere in una dittatura, che sia di monito a coloro che sognano l’uomo forte, il capo incontrastato che non va contestato. Ricordiamoci che la democrazia non sarà perfetta ma finora è la migliore forma di governo che abbiamo e che dobbiamo difendere da ogni attacco.

Hola Uli,
a che punto “siamo” (gli humans ) arrivati !!! A volte (… ma sempre + spesso ) non vorrei far parte di questa umanità; ma non mi è possibile… Entiendo perfectamente por lo que estás pasando . Non so cosa dire, salvo ; se è il tuo cuore che parla, extraction-time is need it, before is too late… ( falla uscire da lì, veloce) Buona giornata 😐
p.s. Lo ricordo anche a te…; mi raccomando, sempre venia per l’architettura del mio italiano; e le correzioni sono ben venute 😉