Ieri sono andato a Villa Carlotta, una stupenda villa sul Lago di Como con un giardino botanico. Ero lì che passeggiavo fra piante e alberi e giungo ad una radura dove c’erano dei bambini che si rotolavano nell’erba, si rincorrevano, insomma facevano quello che fanno i bambini. Vado oltre, ma dopo pochi metri la vegetazione si apre mostrando di fronte Villa Melzi a Bellagio.
Villa Carlotta e Villa Melzi stanno una di fronte all’altra facendo a gara a quale sia la più sontuosa. Rimango incantato dalla vista e dalla cornice, così decido di scattare una foto. Prendo il cellulare sto per inquadrare quando mi sento strattonare da Chico. Un bambino si era avvicinato e Chico infastidito cercava di scappare ma essendo al guinzaglio non lo poteva fare.
Mi sono arrabbiato “Non si toccano i cani senza prima chiedere”, si avvicina una delle due accompagnatrici impegnate a fare tutt’altro e glielo ripeto “Non si toccano i cani senza chiedere, Chico è tranquillo, ma se fosse stato una cane un po’ meno mansueto avrebbe potuto mordere il bambino”, “Si scusi ha ragione” mi sento rispondere.
Ragione un cazzo! Chico non ha mai morso nessuno, ma è anche anziano e quando si è anziani si è più insofferenti e avrebbe potuto rivoltarsi. Vallo poi a spiegare alle forze dell’ordine che Chico è un cane tranquillo e che la colpa è stata del bambino, o meglio, la colpa è stata di chi non gli ha insegnato come comportarsi.
L’amore per gli animali è una bella cosa, ma bisogna insegnare ai bambini che non sono dei peluche da strapazzare e che possono essere pericolosi anche se sono batuffolosi e carini. Bisogna insegnare loro che possono essere morsi, graffiati, beccati, spintonati, incornati. Devono capire che le caprette che ti fanno ciao esistono solo nei cartoni animati e che una capretta dolce e tenera può essere pericolosa per un bambino.
Forse avrei dovuto arrabbiarmi di meno, avrei dovuto adottare un comportamento un po’ più pedagogico, ma al momento mi è salita la rabbia, non per il bambino che non ha colpe, ma per gli adulti incoscienti.
Mi è già capitato di trovarmi di fronte bambini che volevano accarezzare Chico, ma quasi sempre c’erano genitori ad insegnare loro che bisogna chiedere, in quel caso mi sono accucciato, ho preso Chico vicino ed invitato il bambino a fargli una carezza, ma c’ero lì io pronto ad intervenire, c’ero io a tenere il muso di Chico evitando che accadesse l’irreparabile. In questo caso mi sono trovato spiazzato, neppure l’avevo visto il bambino che si era avvicinato e non l’avevano visto neppure le educatrici che guardavano da un’altra parte.
Se avete figli o nipoti piccoli insegnate loro a rispettare gli animali, insegnate loro che non ci si può avvicinare come fosse un giocattolo, non per limitare l’entusiasmo dei bambini nei confronti degli animali, ma per la loro sicurezza. Anche un Pincher può essere un pericolo per un bambino, anche un gattino di pochi mesi tutto coccoloso. Non so se il bambino ha imparato, ma so che gli adulti di sicuro non lo hanno appreso.

Eppure sembrerebbe banale.
E quindi delle due, l’una: o non è banale, o siamo a fluttuare in un mare di idioti.