Premessa
Non voglio entrare nel merito dei fatti accaduti a Bologna, mi voglio invece concentrare sulla pochezza della classe politica. A pochi minuti dall’accaduto la politica si è schierata fra chi sta dalla parte dei poliziotti e chi contro i poliziotti. Ma questa è politica? No, assolutamente no. Compito della politica è andare alla fonte dei problemi, non stabilire chi ha sbagliato, questo è compito degli inquirenti.
Le domande
Non ho sentito un solo politico chiedersi se Fakir fosse in cura, se fosse seguito dagli assistenti sociali o dai centri psichiatrici, ma soprattutto non ho sentito nessun politico chiedersi se la legge Basaglia, quella che ha chiuso i manicomi, stia funzionando, perchè leggendo i fatti di cronaca ormai dovrebbe essere chiaro a tutti che qualche problema c’è. Ecco questo dovrebbe chiedersi un vero politico, le leggi che ci siamo dati funzionano o vanno corrette? Invece no, si intromettono in questioni che non li riguardano solo per accaparrarsi qualche voto mentre il paese va a rotoli.
Son politicante e ne vado fiero
Non sono politici, sono politicanti, che è molto peggio. Se avessimo politici invece di politicanti si chiederebbero se i servizi sociali funzionano, se i presidi psichiatrici sono funzionali, cosa si può migliorare per evitare in futuro episodi simili in cui una persona con evidenti disturbi psichiatrici getta scompiglio mettendo in pericolo la sicurezza altrui. Allo stato attuale la responsabilità ricade interamente sulla famiglia, è chiaro che non la si può abbandonare a sè stessa ed è chiaro che purtroppo alcuni soggetti non possono essere lasciati liberi. E’ brutto dirlo, ma è la realtà, però i politici non ne parlano, evitano accuratamente l’argomento perchè sanno bene di non essere in grado di affrontare un argomento così spinoso. Non sono capaci di gestire una situazione che a volte può essere al limite dell’abuso, perchè detenere una persona può essere un abuso ed è proprio questo abuso che va evitato, ma nello stesso tempo bisogna anche tutelare la famiglia e la comunità. Non ne sono capaci e allora ecco le diatribe inutili che non portano a niente in cui ci si divide in tifoserie, disposti a tutto pur di ammettere la propria inconsistenza politica, culturale e civica. Tornando al fatto in sè, cioè la morte di Fakir la Costituzione ci viene in aiuto per stabilire i limiti entro i quali le forze dell’ordine devono operare
“Art. 13
La libertà personale è inviolabile.
Non è ammessa forma alcuna di detenzione, di ispezione o perquisizione personale, né qualsiasi altra restrizione della libertà personale, se non per atto motivato dell’autorità giudiziaria e nei soli casi e modi previsti dalla legge.
In casi eccezionali di necessità ed urgenza, indicati tassativamente dalla legge, l’autorità di pubblica sicurezza può adottare provvedimenti provvisori, che devono essere comunicati entro quarantotto ore all’autorità giudiziaria e, se questa non li convalida nelle successive quarantotto ore, si intendono revocati e restano privi di ogni effetto.
È punita ogni violenza fisica e morale sulle persone comunque sottoposte a restrizioni di libertà.
La legge stabilisce i limiti massimi della carcerazione preventiva.”
Cosa non è chiaro in questo articolo costituzionale?
I limiti dei politicanti
Passiamo ad altro argomento, anche questo all’ordine del giorno.
I maranza, l’argomento di questa campagna elettorale. Il governo che fa di fronte a questo problema? Inasprisce le pene. E’ un provvedimento inutile. Negli Stati Uniti alcuni reati sono puniti addirittura con la pena di morte eppure non mi pare che ci sia meno delinquenza. Questo cosa significa? Che inasprire le pene può addirittura essere contro producente, perchè se io nel commettere un reato so che rischio dieci anni, venti anni, l’ergastolo o addirittura la vita non ho più niente da perdere e divento più cattivo, più implacabile, più crudele. Se invece avessi qualcosa da perdere ci penserei due volte evitando di entrare in una spirale di violenza. Addirittura l’inasprimento della pena potrebbe contrastare con il dettato costituzionale là ove recita
“Art. 27
La responsabilità penale è personale.
L’imputato non è considerato colpevole sino alla condanna definitiva.
Le pene non possono consistere in trattamenti contrarî al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato.
Non è ammessa la pena di morte.”
Se quindi la pena deve tendere alla rieducazione e non alla semplice punizione, un’eventuale inasprimento delle pene può considerarsi contrario al principio costituzionale?
Un vero politico si ispira costantemente alla nostra Costituzione ed ai suoi principi e qui torniamo ai maranza, quali opportunità stiamo loro offrendo per diventare adulti migliori? Mi spiego meglio. Già i giovani di origine italiana hanno difficoltà a crearsi un futuro che permetta loro di vivere dignitosamente tant’è che molti, troppi, se ne vanno all’estero. Se quindi per gli italiani italianissimi è difficile riusciamo a comprendere quanto lo sia per un giovane con origini non italiane?
Le inadempienze dei politicanti
“Art. 3Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.
È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.“
L’art. 3 parla chiaro, lo stato deve rimuovere tutti gli ostacoli che impediscano il pieno sviluppo della persona, ma questa classe politica lo sta facendo? La risposta è desolante, purtroppo non sta facendo niente, questa classe politica sta venendo meno all’art. 3 della nostra costituzione. Ma cosa significa l’art.3? Significa che bisogna dare ai giovani, a tutti i giovani, le opportunità per diventare uomini attivi nella società, persone positive che contribuiscano alla crescita del paese. A me non pare che questo stia avvenendo. Se i giovani italiani lasciano il paese perchè non hanno futuro, cosa resta a chi italiano non è?
La parolina magica
Poi ecco che questi politicanti da strapazzo tirano fuori la parolina magica “remigrazione”. Il fautore di questa parolina è il Generale Vannacci, che la Costituzione dovrebbe conoscerla a menadito, altrimenti come diavolo ha fatto a diventare generale, non lo so. Ebbene la nostra Costituzione riguardo agli stranieri è chiarissima, ci sono addirittura due articoli che ne parlano.
“Art. 10L’ordinamento giuridico italiano si conforma alle norme del diritto internazionale generalmente riconosciute.
La condizione giuridica dello straniero è regolata dalla legge in conformità delle norme e dei trattati internazionali.
Lo straniero, al quale sia impedito nel suo paese l’effettivo esercizio delle libertà democratiche garantite dalla Costituzione italiana, ha diritto d’asilo nel territorio della Repubblica secondo le condizioni stabilite dalla legge.
Non è ammessa l’estradizione dello straniero per reati politici.”
“Art. 26L’estradizione del cittadino può essere consentita soltanto ove sia espressamente prevista dalle convenzioni internazionali.
Non può in alcun caso essere ammessa per reati politici.”
Rileggetevi l’art.26, rileggetelo bene e forse capirete come mai la remigrazione è incostituzionale e il generale dovrebbe saperlo, in teoria. Quali sono le convenzioni internazionali? Prima di tutto le leggi comunitarie, in secondo luogo gli accordi bilaterali fra i vari stati, che non ci sono, non prendiamoci in giro, non raccontiamoci balle, perchè di balle ce ne stanno propinando a iosa. In assenza di convenzioni internazionali non si può fare nulla, altro che remigrare.
Un carcere chiamato Italia
Torniamo ai maranza. Siete stranieri, in un paese che non offre niente, cercate lavoro ma non lo trovate o se lo trovate è in nero, sfruttato e sottopagato, non potete lasciare l’Italia perchè non ne avete la nazionalità e quindi l’Unione Europea è preclusa, al contrario del compagno di scuola italiano che invece può andare in Danimarca, in Spagna, in Francia, in Germania. Voi no, dovete stare qui, se lasciate il paese rischiate di non rientrarci più anche se qui c’è tutta la vostra vita, la famiglia, gli amici, la ragazza. Siete in carcere senza essere in carcere.
I limiti dei politicanti
Eppure la classe politica non fa niente per creare condizioni migliori, per dare prospettive di una vita migliore, di una vita in cui potersi fare una famiglia, avere dei figli, lavorare onestamente e impegnarsi nel rendere l’Italia un posto migliore, non solo per chi è italiano, ma anche per chi italiano non è, ma un giorno lo sarà. La legge del taglione non ha mai risolto niente, anzi ha sempre peggiorato la situazione esasperandola, ma i nostri politicanti non lo sanno, perchè sono ignoranti, furbi ma non intelligenti, opportunisti ma non lungimiranti, incapaci di offrire a tutti condizioni di crescita, incapaci di pensare al di là della tornata elettorale.
Politicanti appunto, non politici

hola Ulisse, interessante …
“Siete in carcere senza essere in carcere. ” …come dico/penso io ; The prison has no bars. It has pixels.
buona giornata 🙂
…con permiso; ho commentato ma non è visibile. fufù