Mentre l’Unione Europea ondeggia fra il servilismo e l’indipendenza nei confronti degli Stati Uniti, il futuro è più incerto che mai. Ho l’impressione che si stia facendo tanto rumore per nulla, a parte le centinaia di morti ammazzati.
Fare analisi in questo momento è molto azzardato, sto leggendo di tutto di più, da rapporti di esperti militari a interventi di eminenti politologi. Gli economisti li lascio perdere che vivono in un mondo tutto loro, basti pensare che qualche anno fa c’erano economisti che suggerivano di abbassare gli stipendi invece di alzarli. In quel frangente mi sono completamente scaduti. Poi quando è arrivato Trump alcuni sostenevano che non avremmo avuto ripercussioni e che il costo dei dazi sarebbe ricaduto sui consumatori americani, infatti l’export verso gli Stati Uniti è diminuito, per fortuna calmierato in parte dall’export verso altri paesi. Insomma i bocconiani sono fuori dal mondo, vivono nelle loro teorie senza confrontarsi con la realtà.
Il regime in Iran ha avuto un bello scossone ma di certo non è caduto e non si può neppure pretendere che cada se sugli iraniani piovono bombe. Per permettere che gli iraniani buttino giù il regime prima di tutto bisogna farli uscire dai bunker, finchè sono chiusi lì dentro per non lasciarci la pelle non si rivolteranno mai contro la dittatura. Lo capirebbe anche un bambino tranne Trump che pretende di mettere alla guida dell’Iran chi fa comodo a lui mentre gli iraniani gli stanno mostrando il dito medio.
Lui e il suo amico di merende del resto stanno cercando di pararsi il culo, entrambi alle prese con elezioni che potrebbero buttarli giù (e se Dio esiste davvero che faccia in modo che accada, che con questi due nessuno è al sicuro). In Europa l’unico che ha parlato chiaro è il leader spagnolo Sanchez, tutti gli altri sono ondivaghi fra l’accondiscendenza ed il biasimo, a parte la solita Meloni che vorrebbe correre da Trump a baciargli i piedi ma si deve trattenere.
L’Iran di sicuro ha subito grossi danni ma è ben lontano dall’essere piegato, nel frattempo Israele ha invaso il Libano, i paesi del Golfo sono sotto le bombe, gli influencer scappano terrorizzati abbandonando i loro animali, che solo per questo li riporterei indietro e li legherei ai pali di una base americana, giusto per far loro capire che merde sono. Mentre il governo degli Emirati paga gli influencer rimasti per far dire al mondo intero che va tutto bene madama la marchesa, i giornalisti (quelli veri) raccontano una storia diversa. Insomma la solita propaganda, niente di nuovo sotto il sole, si è sempre fatto così.
In tutto questo Zelensky si rode il fegato che nessuno gli dà più retta mentre navi europee si dirigono a gran velocità a proteggere Cipro, da sempre avamposto occidentale contro l’oriente. La storia si ripete, ma smemorati come siamo pensiamo che sia una novità. La storia questa sconosciuta. Mentre il costo della benzina sale, e chi se ne frega se è prodotta con petrolio a basso prezzo visto che le nuove forniture, quelle che hanno raggiunto prezzi folli al barile, non sono ancora giunte. Intanto noi paghiamo, il governo non fa nulla e a rimetterci sono sempre i soliti. Insomma la merda la cagano in pochi ma tocca ai molti mettersi a spalarla.
