Vasca, pesciolini e tanti fiori di lillà
Chi qualche volta nella vita non ha pensato di trasferirsi in un posto isolato, in mezzo alla natura dove non avere vicini fastidiosi? L’immaginario di una bella casetta dove stare accoccolati alla sera davanti ad un bel camino accesso, guardare fuori e vedere alberi e prati, conigli selvatici e caprette che fanno ciao affascina un po’ tutti.
Siamo cresciuti nel mito di Heidi, poi la realtà è un po’ diversa, perchè la legna o te la spacchi tu o la comperi già bella che pronta (e non costa poco) il camino impregna tutta casa con l’odore di fuliggine a cui noi abituati a profumi e deodoranti non siamo più avvezzi, d’inverno con il freddo che ti congela le vene ti tocca uscire a prendere la legna e puntualmente ci trovi qualche insetto che si è rifugiato lì tra i ciocchi.
Poi c’è il giardino che va curato, l’erba tagliata e smaltita, l’orto che va tenuto pulito ed innaffiato, lo stesso per le aiuole con i fiori, insomma la vita all’aria aperta impegna sette giorni su sette, altro che starsene sul divano davanti al caminetto mentre fuori nevica e tutto è candido, anzi se nevica devi uscire a spalare per liberare il vialetto e il passaggio dell’auto, non si ha tregua. Chi sta in campagna da sempre ci è abituato, chi è vive in città un po’ meno.
Poi ci sono altri problemi, per fare la spesa devi per forza prendere l’auto, per qualsiasi cosa devi prendere l’auto, finchè sei giovane è tutto a posto, quando l’età avanza un po’ meno, perchè se vivi isolato la spesa online non la puoi fare, perchè nessuno arriva fino a lì e con gli acciacchi raggiungere il paese può essere un problema, così come possono essere un problema le emergenze nel caso capiti qualcosa. Insomma, la casetta in mezzo al nulla affascina, ma ci sono parecchie controindicazioni.
Ho deciso di parlare delle casette isolate a causa di quella che ormai viene comunemente chiamata la “famiglia nel bosco” a cui hanno sottratto i figli. Non intendo entrare nella questione, ho la mia opinione ma non voglio ritrovarmi nel ginepraio che ha suscitato, qui voglio solo affrontare le conseguenze individuali di una scelta simile.
I pro del vivere isolati sono principalmente non avere a che fare con altri esseri umani se non saltuariamente, nessun vicino rumoroso, nessun vicino invadente, nessuno a rompere le scatole, sei tu, la casa, e la natura. Come ho già detto però se capita un malore o un incidente può essere problematico vivere isolati, così come può essere problematica la riabilitazione.
Ho un’amica che si è trasferita in un paesino sul cuccuzzolo di un monte con tre vicini di numero e poi il nulla, non ci arriva neppure la macchina, per salire o a piedi o con l’apecar. Più volte mi sono chiesto, se scivola e si rompe un femore, visto che non è più tanto giovanissima, come fanno ad andarla a prendere visto che l’ambulanza non può arrivarci? Sono cose da considerare, giù in paese non ci sarebbero problemi, ma lì, isolata sul cucuzzolo dove le case crollano perchè non ci abita più nessuno e tutto è abbandonato sarebbe un problema.
Lo stesso discorso vale se ci si trasferisce in un bosco e o in qualche altro luogo ameno ed isolato. Perchè una cosa è stare a pochi passi dal paese dove comunque non ci sono problemi di collegamento, un’altra vivere in zone difficilmente raggiungibili. A me piacerebbe lo ammetto, quando vedo una casa in mezzo al nulla la prima cosa che penso è che mi piacerebbe esserne il proprietario, poi però penso anche alle conseguenze del vivere nel nulla considerando che non sono più giovanissimo. Sono scelte di vita, l’importante è esserne consapevoli soprattutto se si ha famiglia. Se sei da solo fai quello che vuoi, ma se hai mogli e figli bisogna considerare anche loro e soprattutto bisogna considerare il loro benessere prima del tuo, perchè è questo che significa essere famiglia.



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