Frullato d’autunno
L’autunno è agli inizi, le temperature calano soprattutto al mattino e la sera e i colori diventano più caldi. Nel frattempo la natura si dà un gran da fare in previsione dei freddi dell’inverno. E’ il ciclo della vita. La luna molto lentamente si sta allontanando dalla terra, quando la gravità terrestre non sarà più sufficiente a tenerla legata se ne andrà per i fatti suoi, ma nel frattempo non avremo più le maree e le correnti marine, l’asse terrestre subirà un’inclinazione, avremo estati torride ed inverni rigidi, l’intero eco sistema ne sarà sconvolto. Forse avremo delle mutazioni, del resto se siamo arrivati fino a qui è perchè ci siamo evoluti, cioè abbiamo cambiato adattandoci alle condizioni ambientali e climatiche.
In questo periodo ci sono anche le premiazioni dei nobel e qui c’è un piccolo mistero in quanto uno dei tre designati per la medicina è in vacanza su per i monti americani e non sa ancora di aver vinto il premio più importante della comunità scientifica. Sono però curioso di sapere a chi daranno il nobel per la pace, pensate se lo dessero a Greta Thunberg quanto fegato sarebbe costretto a mangiarsi Ciuffetto Arancione che l’ha chiesto senza mezzi termini.
Inizia la vendemmia, non ho la più pallida idea della qualità del vino di quest’anno, non sono molto amante del nettare rosso e per me un bicchiere di Tavernello equivale ad un bicchiere di un vino pregiato invecchiato in botti di rovere per centovencinque anni e dal costo talmente assurdo da costare più della corona d’Inghilterra. Mentre sempre più voci urlano “a la guerre, a la guerre” le castagne maturano e già c’è chi va per boschi a raccoglierle evitando di chiedere un prestito in Findomestic per comprarne un sacchettino al supermercato.
L’anno scorso qui da me non è venuto giù un solo fiocco di neve, chissà se quest’anno i fiocchi candidi faranno capolino oppure seguendo l’ultimo trend preferiranno Palermo alle zone prealpine. Quando ero piccolo le nevicate non mancavano mai e non spruzzatine bianche che il giorno dopo già erano scomparse, parlo di belle nevicate da restare giù per giorni se non addirittura settimane, ho una foto di me bambino con addosso un cappottino azzurro in mezzo ad una nevicata di venti centimetri.
La nostra Giorgia, mentre a Sharm el Sheik si decidono le sorti del popolo palestinese, va in televisione a fare la piangina, il problema però non è una premier che fa la vittima pur essendo carnefice, il problema è chi glielo permette. Intanto la sinistra continua a perdere e non capisce che sta sbagliando tutto, continueremo a tenerci la destra nei secoli a venire. Però è colpa dei migranti, ah no, adesso che al governo ci sono loro, i destrorsi, dei brutti sporchi e cattivi immigrati non se ne parla più, adesso qualsiasi cosa accada è colpa della sinistra, se Giulio Cesare è stato ammazzato è colpa della sinistra, il terremoto di Messina è colpa della sinistra, se l’Italia non vai ai mondiali è colpa della sinistra. E’ il leit motiv che dall’alto hanno impartito alle truppe cammellate, prima era colpa dei negri adesso è colpa della sinistra. Governo che vai colpevoli che trovi.
I cachi stanno maturando, sono tra i frutti che preferisco, ne mangerei a quintalate, spariscono le angurie e i meloni e si affacciano mele e pere da fare al forno col vino rosso. Adesso è bello passeggiare c’è la temperatura ideale, il sole riscalda senza arrostirti, le ombre non sono troppo fredde e i colori sono vividi perfetti per una cartolina, però ci si deve vestire a cipolla così da togliere o indossare indumenti in base alla variazione climatica, quando esci ti devi portare dietro mezzo armadio in attesa di maglioni e piumini prossimi venturi.
Nei supermercati già allestiscono le lucine di Natale, sei lì con l’anguria nel cestello e di fianco ti trovi i babbi natale che si accendono e si spengono, non sopporto questa mania di anticipare tutto, poi quando arriva il periodo natalizio e hai bisogno di nuove luci per addobbare l’albero ti trovi le uova di Pasqua. Credo che i commercianti debbano darsi una calmata.
Gli sciatori cominciano a spolverare gli sci e sulle vette più alte già cade la prima neve mentre alcuni impianti di risalita mettono il numero chiuso come all’università, andrà a finire che si dovranno prenotare le piste ad Agosto quando sei al mare sotto l’ombrellone col sole che ti squaglia. A me sembra un po’ assurdo, poi fate voi.
Macron è sempre più in crisi, il primo ministro designato Lecornu ha dato forfait e al presidente francese comincia a traballare la sedia. Si avvicinano le elezioni anticipate. Nel frattempo la Salis mantiene l’immunità anche grazie ai voti della destra con gran stridore di denti da parte del Felpa dimentico di tutte le volte che il suo partito ha salvato dai processi delinquenti patentati solo perchè di destra. La coerenza non appartiene al mondo politico ma in compenso l’ipocrisia regna sovrana. Brutto periodo del resto per il Porchettaro che a Livorno è stato fischiato anche perchè i livornesi si sono visti bloccare mezza città, con tutto ciò che ne consegue, solo perchè il popolano Matteo ha paura del popolo, il che è un controsenso a ben pensarci. Evviva la solita ipocrisia.



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