La vita va così

locandina del film "La vita ca così"

“La vita va così” è uno dei film più belli che abbia visto. Ambientato in Sardegna narra le vicende di Efisio Mulas un pastore che si oppone alla vendita della sua casa e della sua terra ad un colosso immobiliare milanese che vuole costruire un resort deturpando in maniera irreversibile la terra sarda che ama talmente tanto da rifiutare persino un’offerta di tre milioni di euro. Il film è una tragicommedia, si ride, ma si riflette anche sulla necessità di coniugare la salvaguardia del territorio con la necessità di un futuro più prospero.

Il film non dà risposte, mostra solo questo umile pastore che va in spiaggia a pascolare le sue mucche, si siede su un sasso e rimane lì a contemplare quel mare di un blu incredibile. A fargli da contorno la figlia, che all’inizio non capisce, poi quando vede la devastazione della terra ad opera dei cantieri si schiera senza se e senza ma col padre ed è interpretata dalla bravissima Virginia Raffaele, una delle migliori attrici contemporanee. Nel cast anche Aldo Baglio, del trio comico Aldo Giovanni e Giacomo, che rappresenta la vena comica del film, Diego Abatantuono e un bellissimo cameo di Geppy Cucciari che interpreta il giudice che dovrà esprimersi sulla causa intentata dal pastore nei confronti dell’impresa edile. La regia è affidata a Riccardo Milani che usa la cinepresa in maniera sapiente con inquadrature che colgono il senso della scena.

Il panorama è affidato a quel gioiello paesaggistico che è la Sardegna, con le sue asperità, la sua bellezza selvaggia, la sua spietatezza che non riesce a sfamare i suoi figli che invece vorrebbero essere prosperi ed economicamente indipendenti ma che sono costretti ad accontentarsi delle briciole lasciate da forestieri a volte senza scrupoli. Il pastore parla solo sardo puntualmente tradotto dalla figlia che gli fa da interprete e da spalla per quella gente venuta da fuori e che non capisce l’ostinazione del pastore a restare in quella casa che avrebbe bisogno di parecchi lavori di ristrutturazione. Il paese gli è contro perchè è stanco di vedere i giovani andarsene in cerca di un lavoro che non c’è, di vedere i commercianti faticare a tenere aperte le loro attività in un paese che si sta spopolando e non capisce la caparbietà di quell’uomo fiero e coraggioso che si oppone al cemento.

Anche le autorità gli sono contro, il sindaco, il carabiniere, persino il vescovo che viene chiamato per cercare di convincerlo, ma Efisio rimane fermo nei suoi propositi. La parola che imperversa nel film è “no”. Lui ascolta, sente le ragioni di tutti e poi si limita a quel no che fa incazzare i suoi compaesani tanto che gli rapiscono il cane per ripicca e quando si arrabbia manda tutti a quel paese.

C’è un modo per unire il progresso ed il benessere economico alla salvaguardia del territorio? Non lo so, la risposta non è facile perchè le ruspe distruggono tutto, forse abbandonando il cemento a favore di materiali più eco sostenibili, non è un argomento che conosco, pertanto lo lascio agli esperti, ma se per millenni abbiamo costruito senza inquinare perchè non possiamo farlo ancora?

Sono un libero pensatore, mi piace ascoltare, confrontarmi, a volte anche con troppa foga, ma ragiono sempre su ciò che mi viene detto, magari a posteriori perchè sono vagamente orgoglioso. Mi piace leggere, scoprire nuovi orizzonti, esplorare mondi sconosciuti, perchè è questo che fa ogni libro, la vera bacchetta magica che ognuno di noi può usare

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