Incattiviti

uomo arrabbiato

La gente è più cattiva. Sarà che adesso con internet si sa tutto e forse anche troppo, ma a me sembra che la gente si sia incattivita e anche passata fuori di testa. Le cronache quotidiane purtroppo non riescono a smentire questa mia impressione. Uomini che uccidono donne, altri che si scagliano con l’auto sulla folla, orrori di ogni tipo, non solo compiuti dai “potenti”, che basterebbero quelli per averne abbastanza, crimini, violenze e delitti compiuti da gente normale, persone che ci ritroviamo a fianco quando andiamo a fare la spesa o camminiamo in centro, persone apparentemente insospettabili che però nascondo dentro di sè il demone della violenza e della prevaricazione.

Ogni volta mi chiedo come sia possibile, ogni volta mi chiedo come si possa superare i limiti.
Una storia finisce e allora? La vita continua, là fuori ci sono tante persone con cui ricominciare, ci sono tanti uomini e tante donne con cui tornare a vivere, invece si sceglie l’annientamento. Le persone non sono più capaci di accettare un no oppure un basta, ci si fissa su quel rapporto come fosse esclusivo mentre invece esclusivo non lo è. Neppure in presenza di figli ci si ferma, alcuni arrivano persino ad ucciderli come se fossero responsabili della storia finita.
Le emozioni si stanno estremizzando, che ne è stato degli slogan degli anni ’70 “peace and love” oppure “mettete fiori nei vostri cannoni”?

Oggi si vive tutto in maniera veloce e questa velocità ci impedisce di riacquistare la necessaria lucidità, si corre corre corre senza giungere mai da nessuna parte.
Si corre sul lavoro, si corre in famiglia, si corre quando si fa la spesa, si corre anche quando ci si rilassa. Dobbiamo imparare a rallentare, dobbiamo imparare a riflettere e a gestire le emozioni, perchè nessuno ti insegna a gestirle, oggi ci si sfoga, ci si lascia andare, ma non siamo capaci di controllarle.

Quando ero piccolo i miei genitori mi hanno insegnato a stare composto a tavola e non infastidire le altre persone, oggi vedi bambini scorrazzare come se fossero in una prateria e non in un luogo chiuso con altra gente e nessun genitore che insegna a questi bambini a controllarsi, quando ti lamenti ti senti rispondere “sono bambini”, come se ad un bambino sia concesso tutto. Sono bambini è vero, ma i bambini vanno educati, altrimenti che ci siete a fare voi genitori? Ma non basta, dovete anche insegnare ai vostri figli il valore del no, perchè la vita quasi mai ti dà quello che vuoi, la vita è difficile e se non sai accettare un rifiuto, poi succedono le catastrofi e ci tocca leggere di ragazzi che uccidono la fidanzatina o il fidanzatino perchè sono stati mollati.
Giulia Cecchettin è morta perchè non si è accettato il no, il basta, e allora ecco la violenza, crudele, terribile, che lascia senza fiato, perchè non si può morire a vent’anni, non si può uccidere a vent’anni. Due famiglie distrutte perchè non più capaci di affrontare le difficoltà e le delusioni, i rifiuti e i sacrifici.

Dai miei genitori di no ne ho ricevuti, certo al momento ci si arrabbia, si rimane delusi, ma li ringrazio per quei no, perchè mi hanno reso migliore, mi hanno reso più forte, perchè i no servono a questo, a renderci più forti, con il no si impara che nella vita se vuoi qualcosa te lo devi conquistare e che nessuno ti dà niente. Invece oggi vedo ragazzini con in mano l’ultimo modello di cellulare, l’ultima Play Station, persone che fanno la fila per un pupazzetto da attaccare allo zaino, io di file per un pupazzetto non ne ho mai fatte, l’avessi fatto come minimo mio padre mi avrebbe dato del coglione e avrebbe cominciato a controllare le mie finanze, oggi invece si vedono genitori che accompagnano ragazzini a regazzine a fare la fila, perchè l’importante non è essere genitore e quindi educare, oggi l’importante è fare l’amico dimenticandosi che i figli di amici hanno i loro e che il tuo ruolo non è l’amichettismo, come dice Giorgia Meloni seppur in un altro contesto, ciò che serve davvero ai figli è l’educatore, colui e colei che insegna a vivere e a camminare con le proprie gambe fornendo gli strumenti per affrontare le difficoltà, perchè i genitori non ci sono per sempre e poi? Se non hai insegnato ai tuoi figli a camminare da soli arrivano le tragedie, le depressioni, le delusioni che non si riescono nè a gestire nè ad accettare ed ecco che l’auto sfreccia tra folla perchè in un bar ti hanno fatto arrabbiare.

Il discorso ovviamente è molto più complesso e non si può racchiuedere in poche righe ciò che accade nell’animo umano, nè pretendo di farlo, sono solo mie piccole impressioni che magari sono pure sbagliate e anche raffazzonate, messe lì alla rinfusa senza una logica precisa seguendo il filo dei pensieri, del resto è proprio per i pensieri che ho aperto questo blog.

Sono un libero pensatore, mi piace ascoltare, confrontarmi, a volte anche con troppa foga, ma ragiono sempre su ciò che mi viene detto, magari a posteriori perchè sono vagamente orgoglioso. Mi piace leggere, scoprire nuovi orizzonti, esplorare mondi sconosciuti, perchè è questo che fa ogni libro, la vera bacchetta magica che ognuno di noi può usare

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