Premessa
Vorrei paralarvi delle vacanze, ma non la solita solfa, il posto è bello, il mare è bello, si mangia bene e bla bla bla, voglio darvi una visione diversa, quella di chi le vacanze le subisce, cioè del personale dell’albergo. I nomi che userò sono di fantasia, le caratteristiche personali nasono dalle mie impressioni e dalle mie impressioni.
Ludmila
Cominciamo da Ludmila, la trovo ogni mattina a pulire gli arrredi del giardino, è di origine russa e le manca il suo paese. Nelle sue parole c’è sempre una nota di nostalgia per ciò che ha lasciato unita alla stanchezza di un lavoro non sempre leggero e che non dà tregua. Però le piace parlare, interagire con i clienti. Chiede come va, com’è andata la giornata, parla della vita quotidiana. Ha un viso dolce ed uno sguardo malinconico, però ha anche un sorriso che ti scioglie il cuore. Non so nulla di lei, se è sposata, se ha figli, non siamo mai entrati in argomenti così personali, però è la prima persona con la quale interagisco al mattino prima della colazione.
Mario
Mario è chiaramente di origine meridionale, lo si capisce dalla carnagione, dai capelli, dagli occhi. E’ sempre di corsa, non si ferma mai, lo vedi schizzare a destra e a manca come un fulmine sempre indaffarato in mille cose. Una volta l’ho beccato fuori dal lavoro, andava tranquillo tranquillo con la canna da pesca sulla spalla, la fretta l’aveva lasciata al lavoro, appesa all’attaccapanni insieme alla divisa. Quando è troppo indaffarato e tarda a servirti ti chiede scusa. Non gliel’ho mai rinfacciato, questo del ritardo, sono in vacanza posso aspettare qualche minuto in più.
Sonja
Sonja è di origine slava, non so con precisione di quale località, è sempre allegra, quando arriva illumina la sala con la sua gioia di vivere e ti rallegra anche una giornata andata storta. Non parla inglese, neppure una parola. Una volta non riusciva a capire qual era la camera di alcuni ospiti stranieri, ho tradotto io, era la camera numero 25 “tuentifaiv”. Ha sempre una parola per ognuno e ogni tanto si incasina e ti ritrovi a sorridere osservando le sua gaffes.
Alonzo
Alonzo è di origine sudamericana, i capelli impomatati all’indietro, dritto come un fuso, poi lo incontri fuori e stenti a riconoscerlo. Se ne va in giro con i capelli scompigliati ed un’enorme altoparlante, di quelli con le rotelle che ti trascini dietro da cui esce a palla musica sudamericana e ti viene voglia di ballare lì per strada, lasciarti prendere dal ritmo esotico di quelle note che ti portano ad un mondo in cui la musica è vita. L’ho beccato in piazza del paese con la sua cassa gigante a guardare il mare. Lì per lì non l’ho riconosciuto, è strano come fuori dal contesto a cui siamo abituati stentiamo a riconoscere le persone. Poi l’ho rivisto giù in spiaggia, sempre con l’immancabile cassa e le note allegre delle ballate sudamericane, lì ci siamo salutati.
Alberto
Alberto è una pertica, ha mani enormi e parla talmente veloce che fatichi a capire cosa dice. E’ il padrone del ristorante, nel senso che sa tutto ma proprio tutto sui vini, sui piatti, sui tavoli, è il maitre del ristorante. Instancabile non si ferma mai, osserva tutto e vede tutto, è il punto di riferimento dei suoi colleghi. Gira instancabile per i tavoli, va in cucina, tiene d’occhio la situazione con occhio esperto e se si accorge che qualcosa non funziona il giorno dopo è corretto.
Luigi
Infine c’è Luigi che non riesco a definire, capelli lunghi, volto dai tratti delicati, voce flebile, camminata da modella, baffetti, due figli e un po’ vai in confusione. E’ molto professionale, lo capisci dalle prime battute. Non dà molta confidenza, sta un po’ sulle sue, ti sorride quando ti vede, ma è quel sorriso stampato fatto per cortesia. Non è antipatico, dà più l’idea di essere riservato, di tenere separate la vita professionale dalla vita privata, anche se sta lì con i due figli, uno in età da asilo, l’altro ancora nel passeggino. Lo ammetto, per un attimo osservandolo ho avuto una sorta di corto circuito perchè cerchiamo sempre di incasellare le persone in cassetti ben definiti, con lui ci ho rinunciato, va oltre ogni schema precostituito.
Antonella
Un’ultima chicca, Antonella. Non è dipendente dell’albergo, fa massaggi ayurvedici e viene chiamata quando un cliente vuole coccolarsi un po’. Dallo sguardo capisci che è una ragazza simpatica, una di quelle persone con cui potresti farci amicizia. Ti fa sdraiare sul lettino e ti ritrovi letteralmente nelle sue mani. E’ molto brava, ti scioglie le contratture con estrema abilità, a volte sembra un gatto che impasta, altre si insinua nei muscoli sciogliendo le rigidezze accumulate in una anno intero di pensieri e fatiche. Quando finisce ti senti rinato, rimesso a nuovo, pronto a proseguire nella maniera più spensierata possibile le tue vacanze.
Conclusioni
Forse avreste preferito le immagini con il sole all’orizzonte, le spiagge, gli scogli, i monumenti, ma questa volta ho voluto dare una taglio diverso, ho voluto dare importanza a chi permette che le nostre vacanze siano perfette lasciandoci il tempo per le foto, le esperienze, il relax ed il divertimento, perchè dietro a tutto questo ci sono persone che lo permettono.

Hai fatto bene.