Premessa
Ho una vicina di casa con la quale siamo diventati amici, quindi non è solo un rapporto di vicinato. Però. Si esiste un però. Per anni ha fatto ciò che voleva e nessuno le ha mai detto niente. Praticamente era la padrona dellla palazzina, adesso le cose sono cambiate. A parte il suo tutti gli altri appartamenti hanno cambiato proprietario e la situazione è completamente diversa rispetto a qualche anno fa.
La condensa
Il guaio è che lei o non se ne rende conto o non vuole rendersene conto. Stamane è venuta a dirmi che vuole mettere il condizionatore. Ok, per me non c’è problema, poi le ho chiesto dove avrebbe scaricato l’acqua di condensa. Mi sento rispondere nel mio giardino.
Planimetria
Ora, la casa è fatta così, gli appartamenti a pian terreno hanno un giardino tutto loro, privato, ai lati dell’abitazione, gli altri hanno una porzione del giardino antistante la casa, il suo appartamento occupa l’intero ultimo piano (in realtà in origine erano due gli appartamenti, lei li ha acquistati e trasformati in uno), non abbiamo balconi, ma dalla parte opposta a me c’è già un condizionatore che scarica, certo dovrebbe far passare i tubi attraverso la cucina, ma non darebbe fastidio a nessuno.
Mister NO
Quando le ho fatto capire che non ero molto d’accordo si è incazzata e ha cominciato a dire che dico sempre no, questo no, quello no, no no no. Ora, adesso vi descrivo i no: una volta vuole mettere una casetta degli attrezzi proprio davanti al mio giardino togliendomi la luce e la poca vista che ho, un’altra vuole piantare un pino nella stessa posizione della casetta che tra l’altro sconfinerebbe con i rami nelle proprietà adiacenti, adesso il condizionatore. Mi spiace rovinare un’amicizia però non è che ogni volta devo andarci di mezzo io.
Il terzo attore
Oltre a questo la proprietaria dell’appartamento sopra il mio è una scassaballe ultra mega galattica, se scopre che vuole mettere il condizionatore sopra il suo appartamento scommetto che ne viene fuori la terza guerra mondiale, anche perchè le due non si sopportano.
Conclusione
Nel frattempo, in attesa della terza guerra mondiale, sto passando per il cattivo cattivissimo me.

Continua con il no.