Non voglio entrare nel merito di cosa sta accadendo a Gaza, voglio focalizzarmi su un’altra cosa. L’enorme mobilitazione nelle manifestazioni pro Palestina hanno costretto il governo, seppur a denti stretti, ad un cambio di rotta, riconoscendo lo stato palestinese, seppur a determinate condizioni. Lo vedete che se vogliamo possiamo cambiare le cose?
Negli anni settanta si scendeva in piazza per i diritti dei lavoratori, ebbene oggi i lavoratori hanno di nuovo bisogno di diritti. Hanno bisogno del salario minimo per non fare la fame e non sono sicuro che 9€ l’ora siano sufficienti, ma sarebbe già un inizio. Hanno bisogno di maggior sicurezza sul luogo di lavoro. Hanno bisogno di contratti che diano loro certezza per il futuro. Hanno bisogno della possibilità di fare carriera in una società immobile ed altro ancora.
Non solo i lavoratori però cercano maggiori tutele, anche il cittadino, abbiamo una sanità pubblica che ormai è al collasso a tutto vantaggio della sanità privata e su questo ci sono conflitti d’interesse enormi. Abbiamo bisogno di una pensione che permetta di vivere, di superare o modificare la legge Fornero perchè è allucinante che un lavoratore di oltre sessant’anni sia costretto a salire su un’impalcatura oppure su una gru per poi finire di sotto.
Passata una certa età i riflessi non sono più quelli che si aveva da giovani, lo dice la medicina, inoltre i tempi di recupero dalla stanchezza si allungano, lo dice sempre la medicina, bisogna allora introdurre oltre una certà età l’obbligo di destinare i lavoratori anziani a lavori meno rischiosi e meno pesanti, ma bisognerebbe anche introdurre l’orario ridotto e la settimana corta.
Questi politici hanno rovinato il paese, non scordatevi gli imprenditori che dopo l’ultimo governo Berlusconi si suicidavano per la disperazione e che fummo costretti a chiamare Monti e la Fornero. I politici che c’erano all’epoca ci sono ancora adesso, Gasparri, Meloni, Salvini, Fassino, Binetti e tanti altri, politici che non hanno mai pagato per aver permesso il fallimento del paese. La questione è molto semplice, come possiamo pretendere che a risolvere i problemi siano gli stessi che li hanno creati? Serve un ricambio drastico.
Però per costringere al cambiamento dobbiamo fare come per Gaza, scendere in piazza e scendere numerosi, possibilmente evitando i tafferugli che ci sono stati a Milano, perchè la violenza non risolve nulla ma dà un argomento agli avversari per screditare chi invece ha manifestato pacificamente. Per andare avanti dobbiamo tornare indietro, ci siamo illusi che le proteste da tastiera, le raccolte di firme online servissero a qualcosa, salvo poi accorgersi che non servono a niente se non c’è partecipazione fisica. Siamo noi gli artefici del nostro destino. Per essere artefici però serve determinazione ma soprattutto rabbia, senza rabbia, non violenta sia chiaro, non si fa niente.
Tutti i diritti che oggi abbiamo come cittadini e come lavoratori sono stati ottenuti con la rabbia. Pensate un po’ se i partigiani avessero voluto liberare il nostro paese dal fascismo stando seduti dietro ad una tastiera, adesso avremmo ancora la camicia nera addosso. Lo dico soprattutto per i giovani, perchè il futuro è nelle vostre mani, io che ormai la mia vita l’ho fatta, posso scendere in piazza accanto a voi, ma siete voi che dovete scendere in piazza, se non vi arrabbiate, se non protestate, se non vi fate sentire, chi ora ha spremuto il paese come fosse una vacca continuerà a farlo imperterrito nonostante le lamentele sui social, che hanno la stessa utilità della carta vetrata al posto della carta igienica.
La vità è la fuori ragazzi, non davanti allo schermo del pc o del cellulare, dovete impararlo per avere un futuro migliore, altrimenti andrà sempre peggio, perchè i parassiti che ammorbano questo paese vi toglieranno tutto.
