Il motivo è molto semplice, lavorare a maglia fa bene. Fa bene alla salute e alla psiche.
E’ ormai accertato che sferruzzare aiuta a combattere la depressione. Prendere ferri (o uncinetto) e mettersi a creare capi i piĂą disparati, dalle sciarpe ai lavori piĂą complessi come i maglioni, creare con le proprie mani qualcosa, vedere nascere dalla propria creativitĂ un capo fisico unito alla ripetitivitĂ dei movimenti aiuta a combattere uno dei mali piĂą oscuri della nostra mente. Non a caso lavorare a maglia viene spesso indicato come un tipo di meditazione. Invece di entrare in uno stato psichico meditativo a cui non tutti sono portati, i movimenti lenti e sempre uguali del lavoro a maglia sostituiscono una seduta meditativa, al posto dell’OM un diritto ed un rovescio.
Quando si sta male la mente tende a focalizzarsi sul dolore, si pensa quasi esclusivamente al malessere che proviamo ed è qui che il lavoro a maglia subentra a fornirci un aiuto inaspettato. Concentrare la propria mente su qualcosa d’altro, su quel lavoro che cresce, contare i punti, fare attenzione che non cadano, controllare gli errori e magari disfare il lavoro per poterlo riprendere da dove si è abagliato aiuta a distogliere la mente da quel dolore insistente che ci colpisce.
Lavorare a maglia aiuta però anche la socialitĂ e la comunicazione. Molti di noi hanno ancora il ricordo delle nostre nonne che insieme ad altre donne si trovavano nei cortili o fuori dall’uscio di casa lavorando la lana e chiacchierando, magari a volte facendosi scappare qualche pettegolezzo. Anche oggi è così. Certo non ci ritrova piĂą nelle aie come una volta, adesso ci sono i circoli, non esiste cittĂ in Italia in cui non ve ne sia almeno uno. Poi c’è internet, i siti che parlano di maglia sono migliaia, sia in Italia che all’estero, esistono poi gruppi su Facebook, su Instagram, su Twitter, su Pinterest, non vi è social che non abbia gruppi di maglia, c’è solo l’imbarazzo della scelta, anche se l’interazione personale rimane ineguagliata. Il contatto fisico permette di imparare (o di insegnare se si è esperti) direttamente sul campo, fra uno spritz ed una coca-cola, fra un pasticcino ed un tramezzino. L’interazione personale permette di chiedere consigli, di avere pareri, di capire dove si sbaglia e di imparare cose nuove e trucchetti del mestiere, fra un pettegolezzo su George Colooney ed uno su Lady Gaga. E mentre si cresce nel lavoro si cresce anche nell’autostima, perchè si, lavorare la maglia serve anche a questo, ecco perchè aiuta con la depressione.
Non so se avete presente la felicitĂ che si prova quando si finisce un capo, quando magari lo si regala a qualcuno,vedere negli occhi dell’altro quello sprizzo di felicitĂ che distoglie dai problemi quotidiani che ognuno di noi ha. Ecco si, attorcigliare quel gomitolo in qualcosa di completamente nuovo fa sentire piĂą felici sia chi lo trasforma sia chi riceve la trasformazione e non è poco. Dimenticare per qualche minuto gli assilli che siano essi familiari o professionali, economici o di salute non ha prezzo e quanto fa bene alla mente dimenticarli e abbandonare per qualche istante lo stress che li accompagna.
C’è però un fenomeno nuovo legato allo sferruzzamento ed è che non è piĂą un’attivitĂ esclusivamente femminile. Sempre piĂą uomini si avvicinano a questa attivitĂ , è un vero e proprio boom fra il sesso “forte”. I motivi sono quelli descritti sopra, il benessere mentale e fisico. Del resto anche questa è paritĂ fra i sessi e se vi sono donne che guidano i TIR perchè mai non dovrebbero esserci uomini che si cimentano in dritti e rovesci? Una nota casa di filati scozzese la Rowan, afferma che il 12% dei suoi clienti è costituito da uomini, una percentuale di tutto rispetto. Su Facebook a riguardo esiste la piĂą grande comunitĂ di uomini che lavorano a maglia, il loro gurppo si chiama Magliuomini un nome che non lascia dubbio alcuno, hanno anche un sito a cui potete accedere cliccando sul Link. E’ un gruppo aperto a tutti, anche alle donne, non vi si fanno discriminazioni, ma anche su Raverly, il piĂą famoso sito americano per sferruzzatori e sferruzzatrici vi è una grande comunitĂ maschile.
Se siete completamente a digiuno di questo passatempo che è un vero toccasana e volete imparare, su internet trovate molti tutorial. C’è di tutto, dai video alle descrizioni passo passo, avete l’imbarazzo della scelta e non dimenticate Youtube su cui trovate veramente di tutto. Se invece preferite insegnanti in carne ed ossa e preferite l’interazione personale, niente paura, esistono molti corsi di maglia o di uncinetto praticamente in ogni cittĂ , come la mia amica Rosanna Bassani che oltre ad insegnare a lavorare a maglia è bravissima con il feltro e crea capi davvero fantastici. I suoi corsi si svolgono a Milano e dintorni, potete contattarla dalla sua pagina Fecebook (cliccate sul nome).
Non mi resta che salutarvi ed augurarvi chilometri di filati da lavorare in un passatempo che può diventare professione se siete davvero bravi, perchè alla maglia non c’è limite.
