Francesca Bertini. A qualcuno questo nome non dice niente, ad altri, soprattutto agli amanti del cinema dice molto. Francesca Bertini è stata la prima grande diva del nostro cinema all’epoca del muto. Napoletana aveva un carattere forte e quando girava una scena se non le piaceva l’impostazione del regista lo costringeva a girarla come voleva lei.
Nella sua carriera da diva guadagnò quattro milioni di lire, una cifra enorme per l’epoca, ma ebbe anche il coraggio di rifutare un contratto da un milione di dollari offerto dall’americana Fox perchè si era appena innamorata dell’uomo che poi diventò suo marito, il banchiere svizzero Alfred Cartier ex calciatore del Genoa.
Recitò in 131 pellicole (se ho fatto bene i conti), l’ultima in “Novecento” di Bernardo Bertolucci. Nasce a Prato il 5 Gennaio 1892, all’anagrafe Elena Seracini Vitiello, ma cresce a Napoli. Il padre adottivo è Arturo Vitiello, di professione trovarobe, mentre la madre è Adelaide Frataglioni attrice di prosa, respira recitazione sin dalla tenera età e infatti giovanissima entra nella compagnia di Eduardo Scarpetta, uno dei più grandi attori della commedia napoletana e padre (non riconosciuti) dei grandi Eduardo, Peppino e Titina De Filippo, perchè al sig.Scarpetta piaceva divertirsi ed infatti ebbe ben nove figli dei quali solo tre riconosciuti legalmente.
Il destino di Francesca però era la nuova arte il cinema e nel 1910 gira il suo primo film seppur in una parte secondaria. Bisogna aspettare il 1914 per vederla protagonista in “L’Histoire d’un Pierrot”, seguito nel 1915 da “Assunta Spina”, ruolo drammatico che la consacra come attrice. In pochi anni diviene una stella del cinema italiano e successivamente del cinema internazionale.
Era bella, passionale, con una chioma scura e occhi di fuoco, all’epoca incarnava la bellezza mediterranea. Se nel secondo dopoguerra c’erano la Loren e la Lollobrigida, nel cinema muto c’erano lei e Lyda Borelli, altra diva ormai quasi dimenticata del nostro cinema. Se Lyda Borelli ha avuto una vita sfortunata segnata dall’alcol in seguito alla morte del figlio, la vita di Francesca Bertini fu piena di successi anche se l’avvento del sonoro sancì la fine della sua carriera. Questo però non la fece dimenticare e nel corso degli anni interpretò molti camei, l’ultimo dei quali appunto in “Novecento”.
Francesca Bertini non è mai stata completamente dimenticata e ancora adesso viene ricordata come la prima diva del nostro cinema. Muore a Roma il 13 Ottobre 1985 ma la sua arte rimane scolpita, anzi impressionata, nelle pellicole che ha girato, testimoni di un talento senza tempo.
