In Windows c’è Miracast, in Linux c’è Jupii. Parlo dei programmi che ti permettono di vedere lo schermo del computer sul televisore. Ciò è utile quando si vogliono vedere fotografie o filmati. Ponete il caso che acquistate un film di Robert Redford per commemorarlo su un blockbuster in rete. Pagate, lo scaricate e ce lo avete lì nel vostro computer, però lo volete vedere sul televisore, dai su, non vorrete guardarvi Robert Redford e Paul Newman su uno schermo piccolo come quello del pc, vostra moglie potrebbe divorziare per questo. Ecco che allora, se avete una Smart TV, vi basterà aprire uno dei due programmi sopra elencati. L’utilizzo è molto semplice, anche un bambino riuscirebbe a farlo, selezionate il film, selezionate il televisore e bum, ecco Robert Redford in tutto il suo splendore così evitate le spese per l’avvocato.
A noi sembra semplice, in realtà non lo è, ma visto che non siamo tecnici informatici lasciamo perdere i dettagli. E’ che viviamo in mondo interconnesso, il frigorifero deve dialogare con la lavatrice, l’aspirapolvere col forno a microonde, il computer col televisore. E’ tutto un dialogo, gli unici che non dialogano sono gli esseri umani. La tecnologia è andata talmente avanti da risultare incomprensibile. Una volta aprivi il televisore, guardavi quale valvola era spenta, la cambiavi e voilà, la tv tornava a funzionare, adesso è tutto molto più complicato.
Certo questo ci permette di fare cose prima inimmaginabili, dall’altro siamo dipendenti da chi questa tecnologia la gestisce. Prendiamo Google, non è solo un motore di ricerca, è molto di più e sa cose su di noi che neppure noi stessi conosciamo e qui arriva il grande dubbio, come usa Google le informazioni che ha su di noi? Non è una domanda banale, perchè se conosci le abitudini di una persona la puoi influenzare, nei consumi ma anche nella politica. C’è chi cerca di opporsi a tutto questo e sta facendo sforzi sovrumani per offrire alternative, ma è così semplice affidarsi a Google, hai tutto lì in un click, le tue email, i tuoi contatti, il tuo conto in banca.
Ma se Google ci si rivoltasse contro? Non è utopia, è successo ed è successo ad un’italiana, Francesca Albanese, funzionaria ONU con la grave colpa di aver redatto un documento in cui si afferma che a Gaza sta avvenendo un genocidio. Apriti cielo, Trump le ha scagliato contro anatemi su anatemi, col risultato che Google si è fatto comprare dal governo israeliano per pubblicare merda sul suo conto, tant’è che se si cerca Francesca Albanese invece del suo account ufficiale escono siti generati dalle autorità israeliane in cui viene screditata. Pensate che la figlia, di nazionalità americana, qualora le offrisse un caffè rischierebbe la galera. Quindi la domanda è: davvero siamo al sicuro con Google? La seconda domanda è: quel è il prezzo da pagare per non avere rogne?
Immaginate di dire qualcosa contro Trump e improvvisamente vi trovate impossibilitati a pagare con la carta di credito, impossibilitati a prelevare contanti e con decine di siti che vi buttano merda addosso. Non è fantascienza, è realtà, perchè sta accadendo, ora. Oppure ponete di archiviare le vostre foto e i vostri documenti su un cloud, cioè su un computer che li immagazzina per voi. Chi vi garantisce che quanto archiviato resti segreto, chi vi garantisce che quel computer in cui avete riposto la vostra fiducia non venga spento senza alcun preavviso? Anche questa non è utopia.
Esistono delle alternative, esistono reti decentralizzate, in cui la gestione non è riposta su un singolo computer, ma su una rete di computer e se uno viene spento rimangono gli altri e non si perde nulla. Sono reti etiche, come ad esempio il Fediverso, ma non è l’unico. Non sto qui a tediarvi con dettagli tecnici, vi basti sapere che esistono e se vi interessa non vi resta che informarvi. Esistono anche motori di ricerca alternativi a Google, come SearX e sta voi decidere se utilizzarli oppure no. L’importante è sapere, poi ognuno fa le proprie scelte.
