Il cambio

Un bosco pieno di castagne

L’estate sta volgendo al suo termine, le giornate si accorciano e lentamente il caldo lascia posto ad una temperatura più mite. Non è una novità, è così tutti gli anni, fra poco le foglie si vestiranno di colori caldi, come se volessero ricordare i raggi del sole mentre le felpe e le maglie termineranno il loro letargo e faranno capolino, d’apprima timidamente, la sera o il mattino presto per poi trovare coraggio e tornare ad essere indumenti indispensabili. Il tempo nello spazio non esiste, e se esiste è diverso da come lo concepiamo noi. Nello spazio il tempo è dilatato, e ciò che noi consideriamo anni per le stelle ed i pianeti non sono nulla, meno di un battito di ciglia. Però passa, inesorabile, ti volti indietro e ti riscopri più vecchio, anni passati via senza una vera presa di coscienza presi come siamo dai nostri impegni pur sapendo che non è infinito. In questo ultimo sprazzo d’estate, mentre le città si ripopolano, mentre riprende il traffico di sempre, oppure il contrario se vivete in una località turistica, la natura ci rallegra con i suoi odori e i suoi colori prima del letargo invernale, godiamo delle ultime angurie, gli ultimi meloni e ci prepariamo ad accogliere, l’uva, le mele, i cachi, le arance, perchè la natura dà sempre, quando finisce il grano iniziano le castagne, che i nostri nonni usavano anche per fare il pane e che oggi le compri pagandole oro perchè nessuno vuole più fare la fatica di raccoglierle, eppure sono lì, a disposizione di tutti. Da bambino andavo sempre con mio papà a raccoglierle in autunno, era un rito familiare che oggi si è perso. Spendiamo un mucchio di soldi per andare in palestra e per tenerci in forma, facciamo yoga, pilates, cardio fitness e poi ci dimentichiamo di cose semplici come raccogliere le castagne, camminando per i boschi all’aria aperta, annusando l’odore del muschio e delle foglie cadute, inerpicandoci su dolci pendii per raggiunge quel castagno, quello là bello carico dove riempire lo zaino e nel farlo la mente dimentica lo stress e la fatica della settimana, il corpo si rigenera e si rinvigorisce. Invece preferiamo il tapis roulant, con l’aria stantia della palestra e l’odore di sudore e di chiuso. Perchè ciò che conta non è stare bene, ma essere in forma, non avere un solo grammo di ciccia dimentichi che il grasso è fonte di energia per il corpo, è così che l’uomo sopravviveva all’inverno, con il grasso accumulato in estate quando i frutti della terra erano copiosi e servivano a prepararci ai rigori invernali. Lo so adesso non ne abbiamo più bisogno, abbiamo le banane dall’Equador, le fragole dall’Argentina, frutta arrivata dall’altra parte del mondo e perdiamo il senso dell’estate e dell’inverno perchè ormai non c’è più confine tra una stagione e l’altra se non fosse per le felpe ed i maglioni, ormai unici baluardi a ricordarci il cambio delle stagioni.

Sono un libero pensatore, mi piace ascoltare, confrontarmi, a volte anche con troppa foga, ma ragiono sempre su ciò che mi viene detto, magari a posteriori perchè sono vagamente orgoglioso. Mi piace leggere, scoprire nuovi orizzonti, esplorare mondi sconosciuti, perchè è questo che fa ogni libro, la vera bacchetta magica che ognuno di noi può usare

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