Israele- Palestina
la lettera della Professoressa Daniela Santus dell’Università di Torino che ha
inviato ai suoi colleghi che le chiedevano di firmare una petizione per una
tregua nella striscia di Gaza.
“Gentili Colleghe e Colleghi,mi chiedete di firmare per l’immediato cessate
il fuoco nella guerra tra Hamas e Israele. Avrei accolto la proposta se aveste
chiesto:1) l’immediata firma di un trattato di pace con Israele, per far
finalmente decollare il progetto “due Stati per due Popoli”2) l’immediata
liberazione di tutti gli ostaggi.Certo, chi ha scritto l’appello ha citato la
“brutale aggressione” di Hamas sulla popolazione per lo più civile.
Sgomberiamo il campo da ogni dubbio: i codardi di Hamas non hanno aggredito
soldati nelle caserme. Hanno ucciso donne, bambini, neonati, sopravvissuto
alla Shoah, hanno bruciato vive intere famiglie, hanno cavato gli occhi a
padri e tagliato i seni a madri, hanno mutilato bambini di 6-8 anni delle mani
e dei piedi prima di ucciderli. Hanno ucciso giovani pacifisti. ebbene sì, il
concerto di Supernova nel Negev non era un rave di drogati, era un concerto
per la pace e l’amore universale. Li hanno inseguiti sparando, hanno torturato
e violentato le ragazze, ne hanno ammazzati in quantità. E hanno rapito
bambini (una trentina tra i 9 mesi e i 16 anni), ragazze, giovani, anziani. È
stato un POGROM, come nella Russia zarista, con deportazioni come nella
seconda guerra mondiale da parte dei NAZISTI. Non soltanto una brutale
aggressione. Un pogrom accompagnato dal lancio di 5000 razzi in una sola
giornata, che non si sono mai fermati. Anche ora, mentre scrivo, stanno
sparando contro le città israeliane di Tel Aviv, Holon, Or Yehuda, Ashdod,
Rehovot, Rishon le Zion e altre. Come vedete, il carburante non manca.In
realtà è dal 2001 – quale che sia il governo d’Israele – che i razzi
colpiscono il Paese. In questi giorni ne vengono lanciati a migliaia: le
scuole, come le Università sono chiuse. Vi sono bambini, nel sud d’Israele,
che non hanno mai dormito una settimana nei loro letti senza dover scappare
nei rifugi. Vi sono generazioni di ragazzini traumatizzati. Hamas è un
movimento fondamentalista islamico nato alla fine degli anni ’80 come costola
dei Fratelli Musulmani ed è da sempre in guerra contro Israele, ritenuto
occupante di tutta la terra dal fiume Giordano al mar Mediterraneo. Scopo
dichiarato è quello di cancellare la presenza d’Israele con la lotta armata.
Dopo il ritiro di Israele dalla Striscia di Gaza nel 2005 (eh già,
l’occupazione non c’entra), Hamas ha sfruttato la sua vittoria alle elezioni
legislative palestinesi del 2006 per prendere militarmente il controllo della
Striscia scatenando addirittura una violenta guerra civile contro l’Autorità
Palestinese. Scriveva a tal proposito HaAretz (N.B. quotidiano di sinistra)
«l’alto tasso di perdite civili rispetto a quelle dei miliziani è dovuto alla
scelta di Hamas di nascondere i propri combattenti nei quartieri civili
anziché affrontare le truppe israeliane al di fuori di essi.”Non diversamente
sta accadendo in questi giorni, con il comando di Hamas asserragliato nei
tunnel sotto l’ospedale di Al Shifa. «Abbiamo prove concrete che centinaia di
terroristi si sono riversati nell’ospedale per nascondersi dopo i massacri del
7 ottobre» ha detto Daniel Hagari, portavoce delle Forze di Difesa Israeliane,
aggiungendo che Israele ha informazioni secondo cui vi sono diversi tunnel che
dall’esterno dell’ospedale conducono alla base sotterranea in modo che i
membri di Hamas non abbiano bisogno di accedere dagli ingressi dell’ospedale.
La base sotterranea di Hamas sfrutta anche le strutture energetiche
dell’ospedale. Il portavoce militare ha confermato che c’è carburante negli
ospedali di Gaza, facendo ascoltare ai reporter di The Times of Israel,
YnetNews e Jerusalem Post, due conversazioni registrate di cittadini di Gaza.
In una delle conversazioni, un palestinese dice che Hamas controlla l’ospedale
e dispone di carburante e che quelli ‘con i contatti giusti’ possono portare
taniche e riempirle. «Hamas deruba i civili di Gaza per alimentare i suoi
attacchi», ha commentato Hagari Nell’ottobre 2023 Israele stava per siglare
uno storico accordo di pace con l’Arabia Saudita. Per farlo, i sauditi avevano
richiesto anche significative concessioni per i palestinesi. Ovviamente una
situazione di questo genere, foriera di una pacificazione dell’area e,
potenzialmente, favorevole a un ritorno sulla scena politica dell’Autorità
Palestinese di Abu Mazen non poteva essere accettato dalla strategia jihadista
di Hamas. Così, la mattina del 7 ottobre, i miliziani di Hamas hanno optato
per la strage più cruenta mai compiuta, potendo beneficiare di maggiori
possibilità di spostamento tra la Striscia e Israele. Questo grazie a quello
che era stato un consistente programma civile ed economico per Gaza da parte
del precedente governo israeliano Bennett-Lapid. Infatti quel programma aveva
notevolmente aumentato il numero di permessi di lavoro per i palestinesi di
Gaza, che potevano così recarsi in Israele dove il salario giornaliero di un
lavoratore è sufficiente a sostenere altre dieci persone.In un territorio
impoverito con un tasso di disoccupazione di circa il 50%, i permessi di
lavoro in Israele stavano cominciando a migliorare la vita dei palestinesi
della Striscia e a stabilizzarne l’economia. Il programma aveva introdotto
anche incentivi economici per Hamas, se avesse mantenuto la pace: condurre
attacchi avrebbe potuto comportare restrizioni immediate sui permessi e
chiusure dei valichi di frontiera. Proprio quello che desiderava Hamas: il
caos e la guerra. Una guerra deliberatamente scatenata contro i bambini, i
giovani, le famiglie e gli anziani in Israele la cui unica colpa era quella di
essere ebrei e che sta continuando a Gaza, mietendo vittime tra i bambini, le
donne e gli anziani cui Hamas ha impedito di evacuare per evitare di morire
sotto i bombardamenti israeliani.Ecco perché NON FIRMO. NON FIRMO
perché non
voglio che la mia firma contribuisca a dare il tempo ad Hamas di
riorganizzarsi e compiere altri attentati, come due giorni fa ha promesso un
alto funzionario di Hamas – Razi Hamed – che in un’intervista riportata anche
da Repubblica ha affermato: “Ripeteremo le azioni del 7 ottobre finché Israele
non sarà distrutto”.E NON FIRMO PERCHÉ È CHIARO CHE SI TRATTA DI PROPAGANDA:
Definite Israele come Stato in cui vige l’apartheid e forse non a tutti/e è
chiaro il significato del termine. In Israele gli arabi vivono in ogni
distretto, ma particolarmente a nord. A Nazareth, ad esempio, nel 2017
vivevano 76.551 persone, 40 mila delle quali erano di fede islamica. Oggi sono
decisamente aumentati. Ma anche a sud vi sono importanti insediamenti arabi,
basti pensare alla città beduina di Rahat con i suoi quasi 70 mila abitanti.
Più nello specifico va notato che vi sono 122 comuni israeliani composti
interamente o per la maggior parte da cittadini arabi: l’apartheid, come si
può evincere dai dati, esiste soltanto nella propaganda di chi vorrebbe la
cancellazione dello Stato ebraico. In Israele non ci sono mezzi di trasporto,
scuole o edifici in cui gli arabi non possano entrare o ruoli che gli arabi
non possano ricoprire. Negli ultimi sette anni, ad esempio, il numero degli
studenti arabi nelle Università israeliane è cresciuto del 78,5%. Diversi sono
i partiti arabi rappresentati alla Knesset (parlamento israeliano): Balad,
United Arab List, Islamic Movement in Israel, Ta’al. Il precedente governo,
guidato da Naftali Bennet, aveva al suo interno il partito arabo-islamico Raam
con 4 seggi. Di fatto gli arabi in Israele godono di pieni diritti politici e
civili e possono assurgere a qualsiasi carica, al pari dei cittadini ebrei.
Basti ricordare Abdel Rahman Zuabi (islamico), giudice della Suprema Corte
israeliana, Ali Yahya (islamico) ambasciatore d’Israele in Finlandia e poi in
Grecia, Walid Mansour (druso) ambasciatore in Vietnam, Mohamed Masarwa
(islamico) console generale ad Atlanta, Ishmael Khaldi (beduino) console a S.
Francisco, il generale Hussain Fares (druso) comandante della Polizia di
confine, Jamal Hakroush (islamico) ispettore generale delle forze di Polizia
israeliane. Nel 2018 il numero di dottorandi di ricerca arabi in Israele ha
raggiunto le 759 unità. Per quanto riguarda più specificamente le donne arabe,
pensiamo alla dottoressa Rania el Hativ specializzata in chirurgia plastica o
alla dottoressa Suheir Hassady, primaria di nefrologia, o ancora alla
professoressa Fadia Nasser Abu Alhija dell’Università di Tel Aviv, per non
fare che alcuni esempi.NON FIRMO perché parlate di 75 anni di “segregazione”
etnica e non avete nemmeno la decenza di ricordare che, tra il 1949 e il 1967
i territori di West Bank e Striscia di Gaza erano in mani arabe. Anzi, persino
una parte di Gerusalemme era sotto occupazione araba. Infatti con la conquista
giordana di parte di Gerusalemme, i giordani conquistarono anche la Città
Vecchia e l’intero quartiere ebraico cacciando dalle loro case o uccidendo
tutti gli abitanti ebrei che vi risiedevano e impedendo agli ebrei di visitare
tutti i loro luoghi santi (il Muro del Pianto, le sinagoghe), oltre che il
cimitero ebraico e l’Università. La situazione rimase tale sino al 1967.
Pertanto perché, tra il 1949 e il 1967, quando questi territori erano in mano
araba non nasce lo Stato di Palestina?Come mai non ricordate le proposte di
pace rifiutate dai leader palestinesi? Pensate almeno alle proposte rifiutate
nel 2000 e nel 2008, le ultime in ordine di tempo.NON FIRMO perché parlate di
Convenzione di Ginevra, ma nulla dite sull’utilizzo da parte di Hamas delle
strutture mediche nella striscia di Gaza per scopi terroristici o del fatto
che terroristi armati di Hamas aprano il fuoco dalle finestre dell’ospedale
Sheikh Hamad. Questo è permesso dalla Convenzione? È corretto sparare contro
le ambulanze israeliane? In un post del Maghen David Adom (Croce Rossa
Israeliana) si legge: “I corpi dei nostri paramedici uccisi [il 7 ottobre]
sono stati trovati con ancora addosso i guanti, assassinati da Hamas mentre
stavano soccorrendo i feriti. I nostri autisti d’ambulanza sono stati
trucidati a sangue freddo mentre erano seduti al posto di guida. Le nostre
ambulanze sono state intenzionalmente date alle fiamme e fatte saltare in aria
dai terroristi di Hamas per impedire qualsiasi tentativo di soccorrere le
vittime. Come mai questi attacchi deliberati contro il Magen David Adom, la
“croce rossa israeliana”, non sono degni del vostro orrore?”.NON FIRMO perché
non soltanto non voglio la cancellazione del popolo palestinese, ma non voglio
neppure la cancellazione del popolo d’Israele. Vorrei la fine del regime di
Hamas e un futuro sicuro e di pace per palestinesi e israeliani. Peccato non
poter condividere questa speranza con Voi.”
Spero ovviamente non in una tregua, ma nella pace, ma non potrà mai esserci pace se si permette ad organizzazioni terroristiche come Hamas di agire in disprezzo
della vita altrui, e con esse chi le sostiene, in questo caso Russia e Iran due
stati, due grandi nazioni, entrambi guidati da regimi totalitari. Israele non è
perfetto, Israele, come ogni stato compreso il nostro, ha i suoi scheletri negli
armadi, ma Israele può essere riportato alla ragione solo se si isolano Hamas e
i suoi sostenitori e finanziatori. Se non si capisce questa cosa basilare per il
popolo palestinese non ci sarà alcun futuro.



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