Sono presente su molti social e nel corso degli anni ne ho lette di tutti i colori, ho polemizzato anche aspramente con chi non ero d’accordo, ma non ho mai bloccato nessuno tranne due persone.
La prima era una giornalista toscana che consideravo mia amica, salvo poi scoprire che copiava ciò che scrivevo spacciandolo per proprio, pensare che se mi avesse chiesto il consenso glielo avrei dato.
La seconda persona continuava a prendere per il culo e ad un certo punto ho dovuto dire basta perché stava esagerando.
Sono aperto al confronto, anche con chi la pensa diametralmente all’opposto di ciò che penso io, considero il dialogo, nel rispetto dell’altro, un’occasione per comprendere e crescere perché non è detto che io abbia per forza ragione e se ho torto vorrei qualcuno che me lo facesse notare.
Quando ho lasciato X uno dei motivi era proprio la trivialità delle discussioni, bastava un niente e venivi insultato. Mi hanno dato del fascista e contemporaneamente del comunista, pensare che non sono né l’uno né l’altro. Non sono fascista perché i fascisti volevano uccidere mia madre, non sono comunista perché seppur alcuni principi siano condivisibili è la loro attuazione che difetta parecchio.
Sono fortemente contrario ad ogni forma di dittatura e sostenitore senza se e senza ma della democrazia. Per questo amo il confronto civile, chiunque può arricchire il nostro pensiero anche chi non appartiene alla propria area politica.
I social purtroppo hanno evidenziato il peggio della società, nascosti dietro ad una tastiera alcuni hanno dato sfogo alle loro frustrazioni, ai pensieri più reconditi, scrivendo ciò che nella vita reale non oserebbero mai dire a voce. Per me non è così, ciò che scrivo è ciò che dico, comprese le cavolate, non mi piacciono le doppie vite, anche perché già una è difficile da gestire, figuriamoci due.
Poi certo, ognuno di noi ha i propri segreti, il proprio intimo che vuole tenere per sé, non siamo libri in cui si possono sfogliare tutte le pagine, siamo persone, ognuna con la propria complessità ed è giusto che sia così.
I social in alcune persone sembra abbiano abbattuto queste barriere del sé che sta dentro di noi, sembrano uno sfogo per oltrepassare i limiti che la società reale ci ha imposto e mi chiedo quanta frustrazione ci sia in giro, mi chiedo quanto sia asfittica la società in cui viviamo.
C’è un altro aspetto dei social che non apprezzo, il loro uso politico e i partiti che ne abusano, non mi importa se sono di destra o di sinistra, trovarmi sotto gli occhi account finti che cercano di influenzare l’opinione di chi legge è una cosa che considero esecrabile. Se sei un politico apriti un account e confrontati anche con chi non la pensa come te, ma ricorrere ad account farlocchi seminando molto spesso notizie false lo trovo di una bassezza talmente infima che non riesco a trovare nulla di più vile e vigliacco.
