Volevo fare il giornalista
C’è stato un periodo in cui avrei voluto fare il giornalista, poi la vita ha preso un altro corso, forse è per questo che mi sono messo a scrivere un blog. Mi è sempre piaciuto scrivere, tranne quando andavo a scuola, ma la scuola è un’altra cosa, la scuola ammazza la cultura invece di promuoverla perchè sei obbligato a fare quella cosa lì, se non la fai arrivano i brutti voti, i brutti giudizi e si innesca un rifiuto. La scuola ti insegna che la capitale della Francia è Parigi, ma non ti insegna ad amare Parigi. E’ questo il grande limite della scuola, devi imparare le nozioni ma dimentichi le emozioni.
Scrivere è terapeutico, esprimere su un foglio bianco i tuoi pensieri ti aiuta a metterli in ordine, a focalizzarli, ad esprimerli, cosa che non sempre è facile. Scrivere è come aprirsi con uno sconosciuto, perchè non sai chi legge quelle parole, non sai come le possono interpretare, giudicare, analizzare. Per questo scrivere è importante, per imparare ad esprimersi, perchè quando i lettori non capiscono cosa tu voglia dire, non è colpa dei lettori, è tua che non sei stato abbastanza bravo a scrivere in maniera chiara i tuoi pensieri. Scrivere ti espone alle critiche, alcune costruttive e ne fai tesoro, altre inutili fatte solo per buttare giù qualche riga, altre ancora che fanno male. Fa parte del gioco e bisogna accettarlo. Certo si potrebbe scrivere un diario e tenerlo per sè, ma così non c’è confronto, non c’è dialogo, serve a sè stessi e ci sta, va bene, tanti tengono un diario, ma un diario è una cosa intima, è un parlare con noi stessi, a volte sul diario si confessano cose che non diremmo a nessuno, scrivere su un blog invece è diverso perchè non sai chi ti legge, non sai se passi per idiota o per una persona profonda, il blog è per gli altri, il diario per sè stessi.
Così ti ritrovi lì, davanti al computer e a quello schermo vuoto da riempire, a volte non sai cosa scrivere, ma scrivere è come fare l’amore, più lo fai e più impari. Del resto tenere un blog non è obbligatorio, lo si fa perchè lo si vuole, non è una medicina che ti viene imposta, è una caramella che mangi con gusto. Allora cominci a scrivere su quei tasti che a poco a poco ti diventano sempre più familiari e non importa se non sai usare le cinque dita per scrivere come fanno le segretarie, tu non sei un segretario, sei solo qualcuno che vuole dire qualcosa, qualcuno che vuole esprimere sentimenti, emozioni, pensieri, esperienze. E’ come mettersi in gioco, ogni articolo che scrivi mette in piazza qualcosa di te, senza però rivelare tutto. E’ una sorta di puzzle che a poco a poco cresce senza però finire mai, perchè ci sarà sempre un pezzo mancante, quel pezzo che non sei disposto ad esporre per nessun motivo.
Scrivere un blog è un po’ come essere un giornalista, ma più libero, perchè non devi rendere conto a nessun editore e a nessun lettore, è una cosa tua, solo tua e di nessun altro ed è questa la bellezza del blog anche se non ti dà da mangiare, perchè non ci si guadagna col blog, a parte casi particolari di personaggi rodati e conosciuti, ma quelli sono casi a sè stanti in cui i blog se li fanno fare da professionisti, hai tutto fatto per benino bello incolonnato con i tuoi spottini pubblicitari che ti fanno guadagnare ad ogni clik, gli altri invece sono costruiti dagli autori, che non sono dei professionisti del site building ed ecco che spuntano difetti, piccole smagliature, ma che rendono quei blog ancora più interessanti perchè in fondo a nessuno piace la perfezione, ammesso che esista.
Dopo aver scelto template, colori, stili e quant’altro ci si mette lì e si prova a riempirli ed è la parte più bella anche se a me personalmente piace un sacco divertirmi con temi e template.
Chi ha un blog non è uno scrittore mancato è una persona che dedica del tempo a sè stesso e agli altri, se poi questa sua passione diventa un libro ben venga, è un motivo di orgoglio.
Di solito però il blog resta lì a disposizione di tutti, senza fare troppo rumore, come se fosse un suggeritore e non un attore che calca le scene esibendosi.



Rispondi