California bye bye
Una delle imprese di Donald Trump che avranno successo è la divisione degli Stati Uniti, con aree progressiste sempre più lontane dalle aree conservatrici, perchè invece di unire Trump sta dividendo. Non credo si arriverà ad una seconda guerra di secessione, anche perchè non c’è un confine ben delineato fra le due aree, non c’è un nord e sud o un ovest ed est, ma la differenza fra gli stati progressisti e gli stati conservatori va via via ampliandosi. Ad esempio il Texas ha appena approvato una riforma dei distretti elettorali che favorisce i repubblicani, di risposta la California vuole fare lo stesso ma favorendo i democratici. Non è difficile immaginare che in questo modo non si può andare avanti e che prima o poi si arriverà ad un punto di rottura perchè la corda prima o poi si spezza e le conseguenze sono difficili da immaginare.
Se durante la guerra di secessione le conseguenze erano piuttosto chiare, ora invece non c’è questa netta distinzione, gli stati progressisti e conservatori sono mischiati, non c’è una linea di confine. Il pericolo maggiore è che la California ad un certo punto decida di andare per conto suo il che sarebbe un problema in quanto è in assoluto lo stato più ricco della federazione con un PIL superiore a quello del Giappone e che si attesta in quarta posizione dopo USA (nel suo complesso), Cina e Germania.
Trump come suo solito fa il gradasso, invia la guardia nazionale, inveisce contro il governatore democratico, ma se davvero la California si avviasse verso l’indipendenza rischierebbe la Casa Bianca. L’eventualità al momento appare lontana, ma il mondo ormai gira più in fretta di quanto ci si aspetterebbe e se fino al secolo scorso ci si impiegava decenni, se non secoli, per cambiare lo status quo, adesso ci si impiega pochi anni.
Avvisaglie di indipendenza già ci sono con una raccolta firme per un referendum che se dovesse andare a buon fine si terrebbe nel 2028, fra tre anni. Ad onor del vero anche il Texas ha espresso la volontà di diventare indipendente, il che priverebbe gli USA di una buona dose di petrolio, la California sta facendo da apripista e avere uno come Trump nella sala ovale non aiuta certo a placare gli animi. Se tutto dovesse andare a banane, Trump potrebbe essere l’ultimo presidente a guidare gli Stati Uniti come li conosciamo ora.
Ovviamente la cosa non è così facile come descritta anche perchè la legge americana prevede l’annessione di altri stati ma non ne prevede la separazione. Poniamo che il referendum si tenga ed ottenga una maggioranza bulgara, cioè una maggioranza che non dia adito a sospetti di brogli elettorali, le cose non sarebbero comunque facili.
Negli USA oltre alla California lo stato con lo spirito più indipendente è il Texas a cui da tempo la federazione sta stretta, ma anche le Hawaii, il Vermont e il New Hampshire sognano di andare per la propria strada e se la California facesse da apripista anche questi stati potrebbero seguirne l’esempio. Insomma Trump è meglio se sta buono e non faccia come suo solito, ma conoscendo il personaggio dubito che scenda a più miti consigli.
Se sulla carta si fa presto a dire secessione nella realtà le cose sarebbero diverse, pensiamo ad esempio all’arsenale nucleare, verrebbe spartito o i missili nucleari verrebbero trasferiti in quel che resta della federazione? Come reagirebbero le forze armate? Se dal punto di vista economico la California entrerebbe di diritto fra i G7 e gli USA si vedrebbero scalzare dal primo posto, per quanto concerne gli armamenti non sarebbe così matematico, non è un aspetto da sottovalutare perchè la California ha le risorse economiche e tecnologiche per costruirsi una bomba atomica tutta sua qualora i missili presenti sul suo territorio venissero trasferiti. Se poi altri Stati scegliessero l’indipendenza il mondo cambierebbe considerevolmente, perchè gli USA non esisterebbero più e non avrebbero lo stesso peso che hanno adesso, sarebbero relegati al ruolo di normale potenza, peggio della Russia dopo il crollo del Patto di Varsavia, ma con la bomba atomica.
Non sono molti i paesi con testate nucleari, ma anche se pochi mettono i brividi e anche noi italiani non possiamo dormire sonni tranquilli in quanto se è vero che ufficialmente non abbiamo bombe atomiche ne ospitiamo però parecchie, ovviamente bombe made in USA e se dovessero smembrarsi che ne sarà di queste bombe? Se volete un consiglio teniamocele noi che non si sa mai, sono un ottimo deterrente.



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