Caterina

Ritratto di Caterina dè Medici

Una corte grezza

Uno dei personaggi storici che mi appassionano è Caterina dè Medici, odiata dai francesi (ma i francesi odiano tutti coloro che non sono francesi) ha letteralmente rivoluzionato la corte d’oltralpe. Tanto per cominciare ha introdotto l’uso delle posate, prima mangiavano con le mani, quindi la tanto famigerata cucina francese senza Caterina manco esisterebbe perchè con le mani cosa vuoi mangiare? Spiedi e zuppe, zuppe e spiedi. Le mousse, le crème e tutto il resto se mangi con le mani non puoi gustarli perchè non riusciresti a mangiare. Sempre in tema culinario la famosa canard a l’orange, cioè l’anatra all’arancia, non è mica francese, è toscana, è una ricetta portata in Francia dai cuochi italiani al seguito dell’italienne, che i francesi pronunciano in maniera dispregiativa, un po’ come quando dicono che una donna è bretonne, che significa una prostituta, perchè i francesi per piegare la Bretagna che da sempre vuole l’indipendenza l’hanno talmente affamata che le donne erano costrette a vendersi per poter mangiare. Le posate però non sono l’unica cosa che Caterina portò con sè dall’Italia, vi portò anche gli indumenti intimi, prima di lei in Francia sotto non portavano nulla e noi fessi li chiamiamo lingerie alla francese, siamo proprio dei coglioni.

Nata sotto una cattiva stella

Caterina nasce a Firenze il 13 Aprile 1519, rimane presto orfana di entrambi i genitori e viene affidata alla nonna Alfonsina Orsini e alla morte di quest’ultima alle zie Clarice dè Medici e Maria Salviati, il prozio è Papa Leone X, e la fanciulla è l’erede delle fortune dei dè Medici e dato che il padre non lasciò eredi maschi, anche duchessa di Urbino, il titolo concesso dallo zio Papa al nipote. Nonostante le ricchezze, i titoli nobiliari e le prestigiose parentele non ebbe vita facile. A otto anni, dopo varie vicissitudini, finì al monastero benedettino delle Murate, un ordine di clausura che la protessero durante l’assedio del 1530. I fiorentini più reazionari volevano prenderla e destinarla ad un bordello, ma le monache dissero che la bambina aveva preso i voti salvandola così da un triste destino.

Promessi sposi

Scampato questo pericolo potè finalmente raggiungere Roma protetta dal nuovo Papa Clemente XII e parente alla lontana, era cugino del nonno. A Roma cominciò il carosello dei futuri consorti, il Papa ne prese in considerazione diversi ma alla fine la spuntò Enrico d’Orleans secondogenito del re di Francia Francesco I di Valois. Fu così che a quattordici anni, il 23 Ottobre 1533 giunse a Marsiglia per andare in sposa al coetaneo Enrico, nozze che si tennero il 28 Ottobre nella cittadina francese. A corte non era molto amata, l’unico suo alleato era proprio re Farncesco I che la stimava particolarmente, mentre il marito era già invaghito di Diana di Poitiers, il suo vero e unico amore, anche se notevolmente più grande di lui. Insomma le vicende di Carlo e Diana hanno illustri precedenti. Per seguire il re nelle sue battute di caccia Caterina inventò la cavalcata all’amazzone, cioè quel particolare modo di cavalcare che divenne tipico delle donne con le gambe tutte da una parte.

Che ci dò, che ci dò

Il 10 Agosto 1536 muore il primogenito di Francesco I che porta il nome del padre e Caterina diviene Delfina di Francia. Malelingue sostennero che Caterina e il marito lo avessero avvelenato. Qui però sorgono i problemi, perchè i due non hanno ancora avuto un erede, del resto Enrico riserva le sue attenzioni a Diana anche se ha vent’anni più di lui ignorando l’innamorata Caterina. Nonostante la passione per Diana, Enrico si concede qualche diversivo e senza troppe esitazioni impalma altre donne tanto da avere una figlia da una di queste durante la campagna d’Italia nel 1538. Insomma lui si divertiva e lei rischiava il trono dato che il marito preferiva altri talami.

Perchè solo uno?

Fu proprio l’amante Diana e rimetterlo in riga, ovviamente lo fece per suo interesse, Enrico non provava trasporto per Caterina e se l’avesse ripudiata la nuova moglie avrebbe potuto essere una rivale. Dopo innumerevoli tentativi, intrugli, pozioni e tutto ciò che l’epoca metteva a disposizione per le gravidanze nel Gennaio 1544 nacque l’agognato erede seguito da ben nove tra fratelli e sorelle, evidentemente Caterina non doveva essere poi così male. Alcuni morirono in tenera età, cosa normale per l’epoca, ad esempio l’ultimo parto fu gemellare, erano due femmine, la prima nacque morta e la seconda morì dopo poche settimane.

L’inizio in salita

Alla morte di Francesco I, Enrico divenne re e Caterina regina, ma la situazione non cambiò molto in quanto a fare il bello e il cattivo tempo a corte era sempre Diana che addirittura sceglieva i tutori dei suoi figli. Ma Caterina aveva una dote non comune, la pazienza. Così durante le scorribande militaresche del marito lei governava ed acquisiva potere e quando restò vedova nel Luglio 1559 ebbe la sua rivincita. Si liberò dell’ingombrante Diana, indossò il nero in segno di lutto, colore che portò per il resto della sua vita e, seppure oscurata dai Guisa imparentati con i Valois cominciò le azioni diplomatiche che la portarono ad essere la padrona di Francia alla morte del figlio, da sempre di salute cagionevole, nel 1560.

Il bacio alla francese non è francese

Il resto è storia, intrighi, sotterfugi, i figli che per un motivo o per un altro salivano al trono e morivano, dolori che la segnarono profondamente. Come madre Caterina era molto presente, la tipica madre italiana, i suoi figli erano la sua luce, ma anche il suo cruccio perchè Caterina, razionale com’era, conosceva benissimo le loro debolezze e col carattere forte che si ritrovava non era raro che fosse in disaccordo con loro. Ma la mamma è sempre la mamma, anche se regina, così vigilava sul loro operato, a volte esponendosi in prima persona, ma più spesso dietro le quinte. Che fosse lei a comandare era cosa nota a tutti ed anche per questo i francesi ce l’hanno ancora adesso con lei e non solo perchè il famoso bacio alla francese, quello con la lingua, in realtà è italiano e importato in Francia proprio da Caterina. Insomma gran parte della raffinatezza francese la si deve in realtà ad una italiana, ma non ditelo ai cugini d’oltralpe che si arrabbiano.

Il massacro

L’evento più funesto durante la sua lunga vita fu la Notte di San Bartolomeo, in cui i cattolici sterminarono gli ugonotti in un vero e proprio massacro senza risparmiare nè donne nè bambini. Alcuni sostengono che ci sia stata la regia di Caterina, in realtà cercò di evitarlo in ogni modo possibile, Caterina era una mediatrice, non una sanguinaria, anche se nella gestione del potere a volte dovette ricorrere alla forza e anche all’omicidio. Erano tempi in cui la vita umana non era tenuta molto in considerazione.

Arrivano i Borbone

Caterina morì il 5 Gennaio 1589 nel castello di Blois a causa di una pluerite. Le sue spoglie vennero tumulate proprio nel castello, ma ventidue anni più tardi, per volere del genero, furono traslate nella cattedrale di Saint Denis accanto al marito. In vita erano rimasti solo due dei suoi numerosi figli, Enrico e Margherita, ma sette mesi dopo la sua morte Enrico venne assassinato sancendo la fine della casata dei Valois e la salita al trono di Francia dei Borbone grazie ad Enrico IV re di Navarra, capostipite della casata e marito della sorella Margherita (la famosa Regina Margot dedita ai vizi più sfrenati) in quanto all’epoca vigeva la legge salica secondo la quale solo i maschi potevano accedere al trono. In realtà Margherita fu regina solo nominalmente, non stette mai accanto al marito e dopo un lauto compenso accettò l’annullamento delle nozze permettendo al marito di sposare Maria dè Medici, ma questa è un’altra storia.

Sono un libero pensatore, mi piace ascoltare, confrontarmi, a volte anche con troppa foga, ma ragiono sempre su ciò che mi viene detto, magari a posteriori perchè sono vagamente orgoglioso. Mi piace leggere, scoprire nuovi orizzonti, esplorare mondi sconosciuti, perchè è questo che fa ogni libro, la vera bacchetta magica che ognuno di noi può usare

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