La situazione internazionale è preoccupante. Da una parte abbiamo le dittature, Russia, Cina e Corea del Nord che si sono coalizzate e a cui potremmo aggiungere anche l’India, seppur non dittatura. Dall’altra abbiamo le democrazie occidentali in forte crisi, con spinte autoritarie, ma ancora democrazie. Poi abbiamo gli Stati Uniti, che sono un po’ una cosa a sè stante, con Trump che vorrebbe i poteri di Putin, ma non può avere i poteri di Putin, che cambia idea ogni giorno, una volta dice che Putin è in gamba, il giorno dopo che l’ha preso in giro, che l’Europa ha sfruttato gli Stati Uniti e poi che è un alleato. Insomma è stabile quanto una persona bipolare e questo lo porta a non essere credibile e non poterci fare affidamento.
In mezzo sta l’Europa, rintronata come un vecchio pugile che le ha prese di brutto, spaesata come non mai con una Von der Lyen che non sa che pesci pigliare, con l’Ungheria che vorrebbe riavvicinarsi alla grande madre Russia, Meloni che si barcamena cercando un ruolo internazionale che non ha e che non avrà mai, isolata ormai da tutti, sia dall’Europa sia dagli USA nonostante la propaganda di regime dica il contrario. Macron in crisi che fa il guerrafondaio, la Germania in decrescita e l’Inghilterra che sta assumendo sempre più un ruolo leader anche se non facente parte della UE. Poi ci sono gli europei emergenti, come la Polonia che ha sempre maggiore importanza anche perchè confinante con l’Ucraina, quell’Ucrania che prima o poi dovremo accogliere nonostante le reticenze di Budapest.
Infine c’è il Medio Oriente, da sempre spina nel fianco sin dai tempi dei romani, crocevia tra oriente e occidente, terra di conquiste e stragi di popoli. Chi vuole la distruzione di Israele non conosce la storia, perchè in Medio Oriente nessuno è un angioletto, nessuno è senza peccato, tutti chi più chi meno hanno sostenuto o finanziato organizzazioni terroristiche, tutti hanno i loro scheletri nell’armadio molto ingombranti, ciò che sta succedendo a Gaza non è che l’epilogo di tutto questo. Il problema è che l’occidente non può abbandonare Israele, baluardo contro Iran, Iraq e Siria ma nello stesso tempo l’opinione pubblica spinge per fermare la strage di palestinesi e ci si trova tra l’incudine e il martello.
Ed è proprio nei due conflitti, quello alle nostre porte e quello ai nostri confini che l’Europa dimostra la propria debolezza, in entrambi i casi servirebbe una forza d’interposizione che faccia da cuscinetto fra Russia e Ucraina e fra Israele e Palestina, ma l’Europa non ha la forza di farlo, ci siamo talmente abituati alla pace che ci siamo dimenticati la necessità della guerra, non per essere belligeranti, ma per salvaguardare la nostra libertà e la nostra indipendenza.
Fintanto che faremo i finti pacifisti, come diceva Pannella nei confronti di chi non si rende conto che a volte la forza è necessaria, lui pacifista convinto e consapevole che ci sono momenti storici in cui bisogna mettere da parte i fiori, i cuoricini, i peace and love e tirare fuori i cannoni, continueremo a restare in balia degli eventi senza poterli influenzare nè tantomeno dirigere. In questo Meloni sta sbagliando tutto con il suo art.5 della Nato con cui sia Putin sia Netanyahu ci si pulirebbero il fondoschiena perchè sanno benissimo che noi europei non siamo disposti/pronti a scendere in campo.
E’ tempo di guerra, è ora di dirlo ad alta voce e non più sussurrato, è ora di prepararci al conflitto con tutto ciò che ne consegue. Da parte nostra basta buttare via soldi per un ponte che crollerebbe al primo terremoto o al primo bombardamento, bisogna investire in strutture che mettano al sicuro la popolazione da possibili attacchi. La Svizzera, che non è in guerra da secoli, ha bunker ovunque per mettere in salvo la popolazione civile, noi con due conflitti alle nostre porte pensiamo al ponte. Questo è il livello dei nostri governanti e a scanso di equivoci dico che anche a sinistra non stanno meglio.
Abbiamo ministri che vivono in un mondo tutto loro, che si rifiutano di prendere atto della realtà e la realtà è che dobbiamo prepararci. Se poi andrà tutto bene tanto meglio, ma se andrà male almeno saremo preparati. Invece pensano al ponte, a polemizzare con la Francia, a riportare la scuola indietro di trent’anni, pensano al Leoncavallo come fosse chissà quale conquista, con un ministro degli esteri che non capisce un tubo di ciò che sta accadendo, tira fuori santi e marie ad ogni piè sospinto come se la salvezza arrivasse dal cielo e noncurante che dal cielo possono arrivare solo bombe, ed è uno dei migliori.
In poche parole dobbiamo prepararci al peggio e prendere coscienza che il mondo come lo abbiamo conosciuto non esiste più, si sta formando un nuovo ordine mondiale con tre dittature sul piede di guerra, tutte e tre con la bomba atomica, una super potenza in balia di uno squilibrato che non potrà più essere quella di prima e il più grande mercato mondiale, culla della democrazia, che se la sta facendo sotto e non ha il coraggio di prendere in mano la situazione. Tempi bui ci attendono o, come dicevano in Games of Thrones, l’inverno sta arrivando.
Scusate se in questo post sono cupo e pessimista, ma è la situazione generale a non ispirare ottimismo. Che le cose fossero cambiate dovevamo capirlo sin da quel 11 Settembre in cui l’occidente moderno veniva colpito come mai nella sua storia ed è da allora che avremmo dovuto prepararci. Non lo abbiamo capito e non lo abbiamo ancora capito, preferendo metterci in fila per un Labubu. Ingenui come chi sta andando verso la morte convinto di fare una doccia.

E’ tempo di pace