In Italia ci hanno abituati che un buon governo sforna continuamente nuove leggi, o meglio, nuovi decreti legge che poi dovranno essere approvati dal parlamento. Peccato che in base alla nostra Costituzione il potere legislativo, cioè il potere di fare nuove leggi non sia del governo ma del Parlamento.
A parte questo il problema molto spesso non è avere nuove leggi in base alle bizze del momento, ma applicarle le leggi. A cosa serve sfornare continuamente leggi su leggi se poi non si fanno applicare? E’ qui che si vede un buon governo, nella capacità di applicare le leggi che già ci sono, non nel sfornarne di nuove, anzi un governo che ricorre continuamente ai decreti legge è un pessimo governo e lo fa esclusivamente per mascherare la propria incapacità.
Questo governo ad esempio ha approvato il blocco navale. Hip hip hurrà, finalmente, era ora, un governo che finalmente fa. Ma fa cosa? Prima di tutto il blocco navale vìola non so quanti trattati internazionali, ma poi con quali navi lo attuiamo il blocco navale? Avete idea di quante imbarcazioni servano per monitorare soltanto le coste della Sicilia, senza parlare della Calabria? Si qualche nave delle ONG potrà essere fermata, ma il grosso dell’immigrazione avviene con i barconi e come fai a fermarli? Mentre fermi una nave ONG ti passano sotto il naso dieci bagnarole piene zeppe di migranti.
Oppure il fermo preventivo, se non sai chi fermare chi cavolo fermi? Mica si può andare a caso, cosa fanno estraggono nomi a casaccio come fosse una tombola e costringono i malcapitati a passare una giornata in caserma? Bisogna ragionarci sulle cose, non andare di pancia. Bisogna analizzare, informarsi, controllare se una cosa è fattibile oppure no al di là dei proclami roboanti.
Prendiamo la lotta agli scafisti in tutto il globo terracqueo, come annunciato in pompa magna dalla premier, ve la ricordate? Poi arrestano il capo degli scafisti e invece di mandarlo a processo lo accompagnano a casa a nostre spese con tanto di scuse e l’Italia si becca pure una condanna dal tribunale internazionale. Tra il dire e il fare, ormai lo sapete, c’è proprio di mezzo il mare, in questo caso il Mediterraneo.
Quello che conta però è il fare, non il dire e i nostri governi, non solo questo, a dire sono bravissimi ma è nel fare che latitano. Se non giudichiamo il fare ma consideriamo solo il dire non ci salveremo più. Prendete Vannacci, l’uomo del momento colui che per alcuni è il salvatore della patria, prima dice peste e corna del governo, poi ne vota la fiducia. Ma allora quello che ha detto fin’ora cos’era? Fuffa, solo fuffa. Se alle parole non corrispondono i fatti allora quelle parole sono inutili e anche menzognere, in pratica ci prendono per il culo. I politici dovrebbero parlare di meno e fare di più.
Ad esempio io toglierei loro i social, basta parole solo fatti, senza fatti non ti voto, semplice. Perchè non è questione di destra o sinistra, ma di coerenza, di professionalità, di capacità nell’amministrare il paese. Chi non è capace parla parla parla, continua a parlare spesso a sproposito, chi è capace lavora. Salvini è uno che parla parla, restando nel suo partito Maroni stava zitto, non andava in tv, in ufficio arrivava al mattino presto e fino a sera tardi stava lì a lavorare. Non sono leghista, ma ad un Salvini preferisco mille Maroni.
Se un governo non è capace di far rispettare le leggi che già ci sono, e noi ne abbiamo anche fin troppe e andrebbero sfoltite, quel governo deve andarsene a casa perchè non è capace di fare ciò a cui è preposto. E’ molto semplice, ma spesso ce lo dimentichiamo.
