Il chiosco delle angurie
Ho provato l’anguria gialla, quella ottenuta dai giapponesi tramite innesti, che sulla carta dovrebbe essere la versione potenziata di quella rossa. Sarà anche vero non lo metto in dubbio ma quella che ho assaggiato io l’ho trovata meno dolce della variante rossa e anche un po’ più sapida, cioè più salata, ma forse era la mia fetta. Comunque mi è bastato per preferire l’anguria rossa e quella gialla la lascio volentieri ai giapponesi.
Quando penso all’anguria ciò che mi manca di più sono i chioschi. Quando ero piccolo c’erano questi chioschi dove vendevano l’anguria. Mi ci portavano mamma e papà ed era una festa. Per me bambino era un luogo mitico, qualcosa simile all’Olimpo. Arrivavi e c’erano tutte queste angurie che galleggiavano nell’acqua fresca, ti sedevi al tavolino e ti portavano questa fetta enorme che per un attimo pensavi di non riuscire a finirla, ma era solo un attimo, perchè ti ci tuffavi sdegnando il coltello lì di fianco, ed era proprio quello il bello, mangiarla così a morsi e quando avevi finito ti ritrovavi mani e faccia tutti impiastricciati e mamma doveva pulirti. Era il paradiso.
Adesso non ce ne sono più, per lo meno qui dove abito io ed è un vero peccato. I chioschi di angurie rappresentavano la felicità, la famiglia, la compagnia perchè spesso ci andavi insieme agli zii e ai cugini, era una festa.
Oggi ci sono i centri commerciali, vai ti compri l’anguria e te la mangi a casa da solo, manca il divertimento, la convivialità, la bellezza delle cose semplici e del vero divertimento, quello sano, quello che poi anche dopo anni te lo ricordi, altro che i videogiochi, i bambini di oggi avrebbero bisogno di questi momenti, avrebbero bisogno di staccare gli occhi dagli schermi, lasciare a casa cellulari, tablet e qualsiasi altra divoleria elettronica e gustarsi una bella fetta d’anguria al chiosco inseme a mamma, papà, zii e cugini senza dimenticare i nonni, che si sa son fatti per viziare i nipoti e dopo la prima fetta te ne prendono un’altra nonostante le rimostranze di mamma perchè dopo non mangi più. E chissenefrega se dopo non mangi, dico io, questi sono momenti memorabili, indimenticabili, che ti restano nel cuore anche quando sei adulto, quando i nonni non ci sono più, quando gli zii e i cugini li vedi una volta all’anno a Natale oppure ai funerali e anche se hai una vita intera da raccontare ti limiti a qualche frase di circostanza perchè ormai siete quasi degli estranei.
Se potessi farei una petizione per far diventare i chioschi delle angurie patrimonio UNESCO e ambasciatori dell’UNICEF, perchè raramente trovi esercizi commerciali che ti vendono la felicità pura, sana, vera, perchè in fondo ci vuole poco per essere felici, basta un’anguria.



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