A me piace incontrare gente nuova, sentire le loro storie, ascoltare ciò che ha da dire, perchè da ciascuno si può imparare qualcosa. Ognuno porta con sè le proprie esperienze e a volte c’è bisogno di raccontarle e non sempre chi sta intorno a noi ha tempo o voglia di ascoltare, inoltre parlare con un estraneo può essere più facile perchè non c’è coinvolgimento emotivo.
Ci sono persone che invece non hanno la stessa apertura e fugge dalla gente, la tiene lontana, ma io credo che così si perda il meglio che c’è nelle persone.
Ad esempio c’è St. diciotto anni a fare il militare oppure L. che si sta separando, D. che ha la vena artistica, M. che mi dice che non ho bisogno di imparare l’inglese perchè l’Italia è un grande paese e mi lascia perplesso, poi c’è I. che viene dalla Somalia e ha passato l’inferno ma non ha perso la voglia di ridere.
S. che adesso sta sotto le bombe.
Ogni persona è un universo da scoprire, un universo che ti può arricchire caricandoti di ricordi, di frasi, di gesti. Non è difficile parlare, basta un niente, una parola, un gesto ed ecco che la gente diventa come un fiume in piena e comincia a raccontarsi.
S. che sta sotto le bombe e mi fa preoccupare.
Ciascuno di noi ha le sue storie, a volte belle, a volte drammatiche, a volte comiche o tenere. G. che ha la fattoria, ha sempre da fare perchè i campi devono essere curati, le bestie devono mangiare. Ha sempre da fare G. non si ferma mai.
S. sta sotto le bombe, ho scritto sul social pregando che stesse bene, la sua città è stata colpita, ma a me i muri non interessano, mi interessa S., mi interessa che stia bene e nient’altro.
Sono stato vicino ad S. in un momento difficile e a sua volta mi ha aiutato a capire meglio alcune cose.
Perchè poi la gente è fantastica, tu sei lì che non riesci a trovare la soluzione ad un problema, poi parli con uno sconoscito e te la snocciola sotto il naso e ti dai dell’idiota.
Poi però dai anche del tuo, ma non sempre va bene, come con A. a cui ho fatto conoscere la nostra spuma, la bevanda intendo, e non le è piaciuta per niente.
S. sta sotto le bombe, e resto in apprensione, pregando che non succeda niente.
Ricordo poi M. la nostra guida, un giorno la vediamo piangere, il fratello del suo ragazzo era morto e l’agenzia non le permetteva di andare al funerale. Ce l’abbiamo mandata noi, l’abbiamo praticamente costretta ad abbandonarci per raggiungere la sua famiglia in un momento così doloroso. Sono momenti che ti colpiscono e ti rendono più umano.
S. sta sotto le bombe e vorrei che fosse al sicuro.
Mi ricordo la dolce A., avrei potuto innamorarmene, nel mio cuore resta un angolino per lei e per me l’amore porta il suo nome. Chissà dov’è ora, si era trasferita a Londra, spero che lì abbia trovato quell’amore che io non sono stato capace di darle, perchè A. merita il meglio e io non lo ero per lei.
S. sta sotto le bombe, fermatele vi prego.
Ricordo una signora libanese, quando le ho allungato la mano in segno di saluto come si usa da noi, imbarazzata mi ha detto che per la sua cultura non può toccare gli uomini e nei suoi occhi c’era un’immensa dolcezza. Abbiamo parlato un po’, perchè parlare si può ed è stato bellissimo confrontarsi. Chi dice che lo straniero è il nemico non ha visto gli occhi di questa signora.
S. sta sotto le bombe e quando guardo le notizie ho un tuffo al cuore.
Ero seduto a fare colazione in un bar, si avvicina un signore, mi chiede qualche spicciolo e gli dò due miseri euro, da allora mi segue come uno stalker, ma non è cattivo, semplicemente spera in altri due euro per comprarsi il bicchiere di vino. Chissà cosa lo ha ridotto così, quali delusioni, quali dolori dietro quella maschera da ubriacone.
S. sta sotto le bombe, ho voglia di urlare.
B. legge la mano, l’ho incontrata in treno, legge nel futuro, dice di aver ricevuto il dono della preveggenza dalla nonna e che sua madre invece non ha la stessa capacità perchè quel dono salta una generazione. E’ fantastica la gente, dai non potete dire il contrario, è sufficiente stare ad ascoltarla, senza pregiudizi, senza preconcetti.
S. sta sotto le bombe e io non posso fare niente.
L. ha una storia difficile, ma in parte è colpa sua, è una persona oscura, di quelle con l’aura nera, perchè ci sono anche queste di persone. Il marito l’ha mollata e adesso è felice con un’altra donna, lei se l’è legata al dito e lo odia e instilla questo odio nella figlia.
S. sta sotto le bombe, voleva trasferirsi in Germania, ma poi non l’ha fatto e adesso sta sotto le bombe.
S. che mi chiede se può tagliarsi i capelli una volta in Germania, io che dico che può fare ciò che vuole, tagliarli, tingerli, anche raparsi a zero. Qui c’è la libertà, ogni persona è libera e non è obbligata a fare nulla che non voglia. Non si deve ubbidire da noi, solo pagare le tasse e vivere al meglio che possiamo.
S. sta sotto le bombe.
