Zampe stanche
C’è un momento preciso in cui ti accorgi che il tuo cane è invecchiato, è un momento indipendente dall’età. E’ quel momento in cui ti rendi conto che è diventato sedentario, che preferisce casa alle scorribande.
Chiunque abbia un cane ha presente la frenesia che ha quando si va in posti nuovi con odori sconosciuti, quel girare e perlustare i prati, i boschi, in cerca di un’odore stimolante, magari appartenente all’altro sesso. Chiunque abbia un cane almeno una volta ha dovuto rincorrerlo.
Quant’è bello portarlo con noi e vederlo frenetico e felice in un posto a lui sconosciuto, quel tirare il guizaglio perchè al naso gli arrivato un effluvio che a casa non c’è.
Poi arriva un momento in cui tutto questo finisce e lui lo sa. Sa di essere più vulnerabile e si attacca ancora di più alla famiglia, alle abitudini quotidiane. Gli piace ancora esplorare, ma mentre prima poteva stare fuori tutto il giorno senza mai stancarsi, adesso dopo un’ora o due vuole tornare a casa dove si sente al sicuro.
La vista gli si abbassa e lo devi guidare, devi stare attento ai legni che sporgono, ai tubi delle grondaie, diventi la sua guida e quando percepisce un pericolo non ci si tuffa impavido come una volta, ma si rannicchia addosso alle tue gamba, ti chiede di prenderlo in braccio e tenerlo al sicuro, perchè tu sei il suo porto, sei il suo rifugio e ti fa tenerezza. A poco a poco cominciano i malesseri tipici dell’età anziana, qualche disurbo, qualche difficoltà a fare le scale o a respirare e come tutti gli anziani diventa anche più intrattabile, ad esempio quando lo spazzoli o gli fai il bagno. La mente inevitabilmente va al giorno in cui non ci sarà più, ma non vuoi pensarci, rifiuti il pensiero perchè troppo doloroso e quando piangerai quanti ti diranno “è solo un cane”.
No, non è solo un cane, è un compagno che ha riempito le tue giornate, che ti ha fatto arrabbiare, gioire, preoccupare, che ti ha dato tutto sè stesso perchè tu eri tutto il suo mondo.
Una volta il mio cane è scappato fuori dal cancello della casa nuova ed è finito sotto una macchina, per fortuna senza gravi conseguenze, quel giorno ho perso dieci hanni di vita, ancora adesso il ricordo mi va venire la pelle d’oca, mi agita, mi fa impazzire, mi fa tremare.
Lo guardi ciondolare per casa stanco, con quegli occhi annebbiati, sdraiarsi sul pavimento in cerca di refrigerio adesso che fa caldo, una volta ti avrebbe guardato chiedendoti un prato, un albero, un’onda, adesso non lo fa più, chiede solo di restare a casa tranquillo e cerca il posto più fresco dove riposare.
Fa tenerezza, ti viene voglia di stringerlo a te e di restare così per sempre, tu e lui, in un lunghissimo abbraccio, un abbraccio lungo una vita e oltre.



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