Quando facevo le elementari avevo un compagno di classe i cui genitori erano separati. Per noi che vivevamo in famiglie ancora unite lo vedevamo un po’ come un alieno. Oggi avere genitori separati non è più una cosa strana. Faccio questo esempio perché la società cambia, evolve e dobbiamo stare al passo con essa, anche se i cambiamenti non ci piacciono. Oggi la società ci chiede di riconoscere le famiglie arcobaleno e opporsi causa solo danno. Possiamo non approvare, ma non possiamo opporci. Domani la società ci chiederà qualcosa d’altro, qualcosa che magari piace ancora meno, ma che dobbiamo assecondare, volenti o nolenti, perché niente rimane fermo e cristallizzato, neppure la società. Chi si oppone al cambiamento è destinato a fallire miseramente perché non si può fermare la spinta sociale. La cosa migliore da fare è regolamentare, non ostacolare.
La sentenza della Corte Costituzionale che riconosce la madre non biologica in una coppia lesbo va in questo senso, prende atto di una realtà che già esiste e che non si può più ignorare o ostacolare. Rimangono le perplessità per le coppie gay maschili, ma prima o poi anche questo tabù è destinato a crollare.
Del resto che il concetto di famiglia sia già cambiato lo si vede dal nostro governo con una Giorgia Meloni ragazza madre ed un ministro dei trasporti e delle infrastrutture che di famiglie ne ha due, tre, quattro, nemmeno lui sa quante figuriamoci noi.
Eppure proprio questo governo si oppone al riconoscimento pieno delle famiglie arcobaleno e a me vengono in mente quei preti che dicono “fate quel che che dico non quel che faccio”. Ipocrisia allo stato puro. Perchè parliamoci chiaro, o nella famiglia definita da alcuni tradizionale ci credi e ti comporti di conseguenza o non ci credi e allora ciò che dici è solo fuffa.
Per secoli le donne sono state oppresse, costrette a stare in casa e libere di uscire solo per andare a messa. Per secoli le donne erano solo delle incubatrici prima e delle domestiche dopo, si impediva loro di studiare, di viaggiare, di esprimere la propria personalità, non potevano neppure parlare di politica perchè era cosa da uomini, lo stesso Statuto Albertino del regno sabaudo, all’epoca all’avanguardia prevedeva il diritto di voto solo per gli uomini mentre le donne ne erano escluse. Proprio per questi motivi, ora che le donne sono libere, dovrebbero essere per la libertà, ma così non è. Non lo è perchè non hanno spezzato del tutto le catene che le tenevano legate. Pensiamo al ministro Emanuela Roccella talebana della famiglia tradizionale.
Quando Mosè liberò il popolo ebraico dalla schiavitù egizia alcuni vi si opposero, preferivano la schiavitù alla libertà, ebbene se Roccella fosse vissuta all’epoca, si sarebbe schierata per la schiavitù. Questo perchè la libertà fa paura, soprattutto per chi sta al potere, perchè la libertà non è controllabile, non è manipolabile, altrimenti non è libertà. La libertà c’è o non c’è, non ci sono vie di mezzo.
Ecco allora che una parte politica adotta il metodo ecclesiastico di controllo della società per esercitare il suo potere. Se controlli gi aspetti più intimi delle persone, controlli le persone, pensiamo all’epiteto di prostituta rivolto alle donne che volevano vivere liberamente la propria sessualità e alla loro emarginazione sociale, ma anche ai pederasti, come venivano chiamati, costretti a sposarsi per non destare sospetti. Tutto questo è manipolazione, non certo libertà. Non tiro in ballo la Costituzione che garantisce a tutti noi la libertà di essere ciò che siamo, è la mentalità che va cambiata, dobbiamo renderci conto che la libertà altrui non lede in alcun modo la nostra di libertà.
Mariastella Gelmini ha dichiarato che questa sentenza apre le porte alla GPA, magari avesse ragione. Dobbiamo capire una cosa, la GPA non è vietata in tutti i paesi e là ove è regolamentata le norme sono molto severe e restrittive volte ad evitare lo sfruttamento della donna. La legge più restrittiva in assoluto è quella canadese che vieta di pagare la madre surrogata, che deve prestarsi alla GPA su base volontaria, deve aver già avuto dei figli e deve essere benestante. Quest’ultimo punto è molto importante. Ebbene le coppie gay maschili che vogliono un figlio vanno in quei paesi dove la GPA è regolamentata, in Canada oppure in California. Sono le coppie etero a rivolgersi al mercato clandestino, perchè di questo si tratta. Per una coppia etero è facile ingannare tutti con una finta gravidanza, oppure fingere una relazione extraconiugale del marito che poi si prende il bambino. Però ad essere additate sono solo le coppie gay, quelle che agiscono secondo la legge.
Lo so che questo è un argomento dibattutto, anche all’interno della stessa comunità gay, ma vietare la GPA non fa altro che rallentare un processo già in corso ed è qui che un politico lungimirante, che guarda al domani e non all’oggi, dovrebbe intervenire per garantire la dignità e la libertà della donna che, liberamente, vuole donare un bambino ad una coppia che non può averne, sia essa etero o gay e per togliere terreno a chi, senza scrupoli, costringe donne non abbienti ad una gravidanza venduta al miglior offerente.
PS: visto l’argomento sensibile non approverò commenti ingiuriosi, razzisti, omofobi. Ognuno è libero di esprimere la propria opinione purchè sia espressa in maniera educata e civile.
