Terra bruciata
La Sconfitta
Donald Trump continua a giocare con i dazi, li mette, li toglie, li aumenta (vedere l’articolo I Dazi del Qua Qua). Adesso vuole aumentare i dazi sui prodotti europei del 50%. In poche parole ci sta prendendo in giro. Ogni volta che vuole qualcosa aumenta i dazi. Come un bambino capriccioso.
Se Trump può permettersi di giocare (fino ad un certo punto perchè il gioco è bello se dura poco) ad uscirne sconfitta è Giorgia Meloni.
La pizza
La nostra premier ormai si è fatta terra bruciata attorno, non è più credibile. E’ volata a Washington a baciare il culo a Trump, ha acquistato gas americano al triplo di quanto ce lo vende l’Algeria, ha comprato armi americane, perchè quelle europee non vanno bene, non è riuscita a far abbassare i dazi, non dico nei confronti della UE, ma neppure verso il nostro paese, non è riuscita a vendere neppure una pizza.
Nonostante il clamoroso fallimento di quella visita, invece di prendere una posizione netta a favore della UE si è barcamenata un po’ di qua un po’ di là perdendo credibilità.
De coccio
Certo viene chiamata da Trump, da Vance, dalla Von Der Lyen, ma perchè è l’anello debole e allora la tirano per la giacchetta. Se con Mario Draghi l’Italia aveva riottenuto un posto di prestigio nel consesso internazionale ed eravamo riusciti a sederci al tavolo di quelli che contano, con Meloni non siamo neppure in anticamenra, siamo proprio fuori dal palazzo se non addirittura nel cesso.
Eppure lei, la Giorgia nazionale, dovrebbe ben sapere che degli USA non ci si può fidare. L’ha vissuto sulla sua pelle, ma non ha imparato niente dall’esperienza.
Il tradimento
Berlusconi firmò con Gheddafi un trattato di non belligeranza e con quel trattato accordi economoci che permettevano alle aziende italiane di mettere le mani sul petrolio libico. Ad USA e Francia però quegli accordi non stavano bene e decisero di abbattere il regime libico. Per abbaterlo però avevano bisogno delle basi italiane per le operazioni militari. Non so se ricordate il viso teso e tristo del nostro premier in quei giorni, io lo ricordo bene e dovrebbe ricordarlo anche Giorgia visto che era un suo ministro. Berlusconi non voleva rompere il trattato con la Libia perchè conosceva bene le conseguenze, ma alla fine fu costretto. Iniziarono le operazioni militari e Gheddafi cadde per morire pochi giorni dopo.
Le conseguenze dirette per il nostro paese furono principalmente due. La prima fu che a mettere le mani sul petrolio libico fu la Francia e non l’Italia, la seconda fu l’inizio dell’immigrazione selvaggia che ancora adesso continua. Caduto Gheddafi che controllava le partenze, gli scafisti ebbero campo libero e a pagarne le spese fummo (e siamo) noi. Nè gli USA, nè tantomeno la Francia non si scusarono mai per il danno arrecato, begli alleati del cazzo, perdonate l’impropero. Le due potenze non cercarono neppure mai di sopperire in qualche modo a quel danno e adesso arrivano i dazi a danneggiarci ulteriormente. Se Giorgia fosse una vera leader a Trump gli maderebbe un bel vaffa’ con tanto di dito medio, invece nonostante questo precedente Giorgia Meloni si prona davanti a Donald Trump.
Terra bruciata
Fatta terra bruciata attorno a sè e senza alcuna credibilità internazionale, per mostrare che lei fa, che lei è importante cosa si inventa? Le telefonate in Vaticano. Telefonate inutili sul piano internazionale e che all’estero non hanno avuto la stessa rindondanza che hanno avuto qui in Italia. Sono telefonate ad uso e consumo interno, con l’informazione, i cui editori sono per la maggior parte di destra o di centro destra, a far da fanfara con tanto di grancassa facendo credere che quelle telefonate avessero un ruolo centrale nella politica internazionale. Fuffa, è solo fuffa. Se gli italiani si degnassero di leggere la stampa estera se ne accorgerebbero, ma gli italiani sono pigri, non conoscono l’inglese e sono occupati a vedere chi vince il campionato di calcio.
L’altra sponda
Ma perchè Meloni ha chiamato proprio il Vaticano? La risposta è semplice, da sempre la destra quando è in difficoltà si volge oltre Tevere, lo fece anche Mussolini e da allora la tradizione non si è mai interrotta, perchè è noto che fra le mura di San Pietro la destra trova sempre un interlocutore, un appoggio, una stampella. E’ così da decenni e lo è ancora oggi, ecco spiegato il motivo.
La scolaretta
Questo però accentua l’enorme difetto di Giorgia, avere un debole per i miliardari, la sua è tipo una cotta adolescenziale, quando si trova davanti un uomo ricco e potente perde la testa e perde anche la lucidità come fosse una scolaretta. Il problema, serio, è che Giorgia non è una leader, è una gregaria, lo è sempre stata. All’inizio zampettava dietro a Fini, poi a Berlusconi, poi a Elon Musk e adesso a Trump. Ma nel seguire le sue passioni da ragazzina danneggia il Paese.
Del resto Berlusconi sapeva molto bene con chi aveva a che fare, non a caso non le affidò mai un ministero importante, per lei inventò il ministero per la gioventù, un ministero che non valeva niente ma da qualche parte doveva pur metterla.
Non credete a me
Quando vinse le ultime elezioni la reazione del Silvio nazionale fu chiara a tutti, senza dubbio alcuno, poi per quieto vivere e per permettere al suo partito di governare ritrattò le parole di disistima. Io non sono mai stato amante di questa destra, ma se non volete credere a me, credete a Silvio. Giorgia per il paese è una jattura, l’ha detto lui, Berlusconi.



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